Cerca e trova immobili
Ticino
Ponte Chiasso: "È una vera vergogna"
Ponte Chiasso: "È una vera vergogna"
Ponte Chiasso: "È una vera vergogna"
Redazione
9 anni fa
Colombo Regazzoni vuole lottare contro il frontalierato della birra. "12enni che si sbronzano con 10 euro: terrificante"

Sta suscitando parecchie reazioni quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato a Ponte Chiasso, a due passi dal confine con la Svizzera, dove le forze dell'ordine hanno dovuto salvare una 30enne ubriaca che aveva inscenato uno spogliarello in strada da una folla di mal intenzionati, altrettanto ubriachi.

L'episodio ha evidenziato quello che viene definito un "frontalierato della birra", creato da numerosi giovani svizzeri, anche minorenni, che varcano il confine attirati dai prezzi delle bevande alcoliche, ben più convenienti che in Ticino.

Il fenomeno non è nuovo ma ora sembra che stia diventando veramente ingestibile.

"Confermo, è una vera vergogna" ci dice la capodicastero sicurezza di Chiasso, Sonia Colombo Regazzoni. "Io ho un figlio di 20 anni e so benissimo di cosa stiamo parlando. Ci sono quei due locali appena fuori dalla dogana dove si radunano i ragazzini. In Italia servono alcolici già a partire dai 16 anni, ma mi dicono che ci vanno anche 12enni che si fanno portare fuori gli "shottini" dai loro amici più grandi. Questi con dieci euro si sbronzano."

"È una cosa terrificante" prosegue la municipale. "Lì non ci vanno solo i ragazzi di Chiasso, ma arrivano da tutta la zona, con propaggini anche nel Luganese. Arrivano in treno, bevono all'inverosimile e poi tornano in su per proseguire la serata in discoteca o altrove."

Inoltre questi giovanissimi "quando rientrano fanno casino, rompono i vasi sul corso, strappano le piante" spiega Colombo Regazzoni. "Anche quelli che avevano rigato le auto in via Odescalchi erano dei ragazzini che tornavano da Ponte Chiasso."

La capodicastero sicurezza di Chiasso afferma di aver sottoposto la questione alla Polizia già appena dopo essere entrata in carica, ma che le è stato risposto che, oltre ai controlli, è difficile fare di più. "A parte che non possiamo dispiegare pattuglie su pattuglie solo per controllare i minorenni ubriachi, spesso se poi ne fermiamo uno sono gli stessi genitori a lamentarsi, chiedendo agli agenti se non hanno cose più importanti da fare" afferma Colombo Regazzoni. "Questo è un problema in primo luogo educativo."

Alla luce di quanto successo nel weekend, Sonia Colombo Regazzoni intende comunque nuovamente provare a fare qualcosa. "Ho convocato per domani una riunione in Polizia per vedere come agire" dichiara. "So che non sarà possibile fare molto, ma non possiamo nemmeno limitarci ad osservare questo sfacelo."

E pure da parte italiana c'è chi chiede un intervento delle istituzioni, anche perché ad ubriacarsi non sono solo i ragazzi svizzeri, ma anche i loro coetanei che vivono oltreconfine. C'è ad esempio un esercente della zona, da noi contattato, che denuncia oltre ai disordini lo stato pietoso in cui vengono ritrovate le piazze il mattino seguente: "E questo già da almeno due o tre anni" afferma. O c'è ancora il già presidente della circoscrizione di Ponte Chiasso Vittorio Mottola che sul Corriere di Como sostiene la necessità di affrontare la questione "in chiave transfrontaliera".

"Molto bene" replica Sonia Colombo Regazzoni. "Se anche da parte italiana c'è la volontà di risolvere il problema, io sono contenta. Questa è una situazione che va sanata."

AS/nic

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata