
La Federazione Pompieri Ticino (FPT) ha lanciato una nuova campagna per reclutare pompieri volontari. Il sistema di milizia continua a funzionare, ma ogni anno occorre garantire il ricambio nei diversi corpi cantonali. Ne abbiamo parlato con Nelson Ortelli, direttore del Segretariato FPT e coordinatore della campagna.
Qual è oggi la situazione? È difficile trovare nuove leve?
«Da circa cinque anni abbiamo unificato il reclutamento a livello cantonale. Prima ogni corpo procedeva autonomamente, mentre oggi abbiamo un messaggio unico, serate informative comuni e maggiori risorse. Una decina di anni fa avevamo constatato una certa emorragia nel reclutamento, ma con questa formula siamo riusciti ad arrestarla. Oggi possiamo gestire il ricambio in modo più strutturato.»
Di quanti nuovi pompieri avete bisogno?
«Complessivamente parliamo di circa 80-100 nuove unità all'anno, soprattutto per compensare le partenze dovute ai limiti di età o a ragioni personali. Ogni anno raccogliamo le necessità dei singoli corpi e organizziamo la campagna di conseguenza.»
È cambiata la disponibilità delle persone?
«La volontà di aiutare il prossimo e mettersi a disposizione della comunità fortunatamente esiste ancora. La società però è diventata più mobile: si può abitare in un Comune, lavorare in un altro e trascorrere il tempo libero altrove. La sfida non è tanto trovare le persone, quanto averle a disposizione durante l'arco della giornata.»
Gli eventi estremi legati al clima cambiano il vostro lavoro?
«È una situazione che monitoriamo. Dobbiamo essere flessibili e adattarci rapidamente. Oggi dobbiamo essere pronti non soltanto agli incendi, ma anche a frane, allagamenti e altri eventi, come abbiamo visto in questi giorni.»
Potremmo assistere anche in Ticino a grandi incendi come quelli visti in Spagna o Francia?
«Il Ticino si confronta con gli incendi boschivi da decenni e non siamo particolarmente preoccupati dalla possibilità di eventi delle dimensioni viste altrove in Europa. Giocano a nostro favore la densità degli insediamenti e la conformazione del territorio: gli incendi vengono generalmente segnalati rapidamente e possiamo intervenire presto. Il più grande incendio di vegetazione che si sia mai verificato in Svizzera è avvenuto in Ticino, nella Val Colla e Alta Capriasca, negli anni Settanta. Interessò circa 2’000 ettari. Per fare un confronto: in Francia quest’anno si sono viste superfici bruciate venti volte superiori».
Servirebbero più pompieri professionisti?
«In Ticino esistono già due realtà professionali, il Centro di soccorso cantonale di Lugano e il Centro d'intervento del San Gottardo. Negli altri centri ci sono inoltre pompieri permanenti alle dipendenze dei Comuni. I volontari ricevono comunque la formazione necessaria per intervenire sul terreno. La nostra campagna è rivolta specificamente ai pompieri volontari.»
Chi cercate e come ci si candida?
«Ci rivolgiamo soprattutto alle persone tra i 18 e i 40 anni, ma anche chi ha superato questa età è benvenuto: si può prestare servizio fino ai 60 anni. Anche la presenza femminile è in crescita ed è una ricchezza per i corpi.»
Il primo passo è partecipare alla serata informativa del 1° settembre alle 20 nelle caserme aderenti, previa iscrizione attraverso il portale della campagna (www.diventapompiere.ch). Chi sceglie di candidarsi affronta successivamente una giornata cantonale di selezione con test in diverse discipline «È un'attività in cui non ci si annoia. Se una persona ha interesse e volontà di mettersi a disposizione della comunità, ben venga», conclude Ortelli.

