
Sono passati tre mesi dall'incontro di Mike Pompeo con Ignazio Cassis a Castel Grande a Bellinzona, ma se qualcuno dovesse chiedere alla popolazione ticinese cosa ha lasciato la visita del segretario di Stato a stelle e strisce, una gran parte risponderebbe "caos, traffico e grandi disagi alla circolazione".
Dopo il fiume di polemiche scaturito per le imponenti misure di sicurezza che hanno causato grossi disagi alla viabilità, la diplomazia svizzera fa mea culpa. L'ambasciatore Mauro Reina, incaricato dell'organizzazione delle visite ufficiali, formalizza le scuse ai microfoni della RSI: "La cosa che non ha veramente funzionato è l'aver sottostimato la conseguenza dello spostamento di Pompeo da Lugano a Bellinzona. Forse sarebbe servita un'opzione diversa per evitare di bloccare il traffico per così tanto tempo su una tratta vitale".
Il ticinese, però, smorza la portata del problema indicando come possibili vantaggi le visite di Stato come quella di Pomeo: "Ci sono molti vantaggi nell'organizzare visite del genere alle nostre latitudini, mi scuso nuovamente con gli automobilisti, se dovesse esserci un'altra occasione, non ripeteremo questo errore".
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