
Come promesso, il granconsigliere socialista Henrik Bang è ritornato sulla problematica della qualità dell'aria, inoltrando un nuovo atto parlamentare al Governo per chiedere lumi sull'impatto delle polveri fini sulla salute dei ticinesi. Un'interrogazione che è stata sottoscritta da altri 10 deputati di diversa estrazione politica: Sara Beretta Piccoli (PPD), Daniele Caverzasio (Lega), Claudia Crivelli Barella (Verdi), Michela Delcò Petralli (Verdi), Ivo Durisch (PS), Natalia Ferrara (PLR), Francesco Maggi (Verdi), Carlo Lepori (PS), Matteo Quadranti (PLR), Andrea Zanini (Lega).
Il gruppo socialista non è infatti rimasto soddisfatto dalla risposta del Governo a una precedente interrogazione, sempre incentrata sui costi e danni alla salute causati dall'aria inquinata in Ticino. "Il lodevole Consiglio di Stato" scrivono gli interroganti, "dopo aver confermato in più occasioni la gravità dell’inquinamento nel mendrisiotto e dopo aver confermato la relazione scientifica tra inquinamento e conseguenze sulla salute conclude con delle semplici ipotesi e supposizioni che reputiamo superficiali". Conclusioni che parlavano di un impatto sanitario "limitato" in termini di incremento della mortalità e delle ospedalizzazioni per cause cardiovascolari e respiratorie.
Una presa di posizione che viene contestata da Bang e co-firmatari, che citano numerosi studi in cui la relazione tra l'inquinamento e gli effetti sulla salute viene invece confermata. Tra questi il Rapporto "Qualità dell'aria in Europa 2016" pubblicato dall'Agenzia europea per l'ambiente (Eea), che ha accertato 467mila morti all'anno per inquinamento; lo studio internazionale Escape e le conclusioni dell'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) che ha classificato l'inquinamento atmosferico e le polveri sottili fra i carcinogeni umani di tipo 1.
I deputati riprendono inoltre le affermazioni rilasciate da Franco Cavalli su Ticinonews, secondo cui 60 anni fa il Mendrisiotto aveva una delle percentuale più basse di tumore al polmone in Svizzera, mentre ora è in testa alla classifica. "La letteratura scientifica è chiarissima in proposito..." aveva dichiarato l'esperto oncologo. Gli interroganti riportano infine i dati del registro dei tumori in Ticino: dal 1996 sono catalogati 22'414 casi di tumore di uomini e 20'256 di casi di tumore a donne. "Nella categoria C33-C34 inerenti trachea, bronchi e polmoni", si legge nell'atto parlamentare, "abbiamo un totale, tra donne e uomini, di 4'097 casi. Il fumo rappresenta la causa principale dello sviluppo di un tumore all’apparato respiratorio ma come indicato sopra lo studio ESCAPE è talmente convincente che l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione ha annunciato il 17 ottobre 2013 di avere incluso l'inquinamento atmosferico e le polveri sottili fra i carcinogeni umani di tipo".
Fatte queste premesse, Bang e firmatari sottopongono le seguenti domande al Governo:
1. Su quali dati e/o studi si è basato il Consiglio di Stato per poter affermare quanto segue “per quel che concerne gli effetti sanitari legati ad un’esposizione di lunga durata (valori medie annuali), tenendo conto del fatto che il livello di rischio sanitario è complessivamente basso, si può ragionevolmente ipotizzare che l’impatto sanitario in termini di incremento della mortalità e delle ospedalizzazioni per cause cardiovascolari e respiratorie risulti limitato.
2. Cosa intende esattamente il Consiglio di stato con l’affermazione che il rischio sanitario è complessivamente basso? Questo malgrado nella risposta all’interrogazione del gruppo socialista il Consiglio di Stato concorda con i risultati dello studio SAPALDIA che quantificano i rischi sanitari con un rischio maggiore.
L’UFAM (Ufficio federale dell’ambiente) con uno studio aggiornato nel 2010, giunge alla conclusione che l'inquinamento atmosferico (attraverso le PM10) causa in Svizzera 3'000 decessi prematuri all'anno, per una perdita complessiva di 30'000 anni di vita.
Lo studio dell’agenzia per l’ambiente europea nel 2016 ha quantificato in 467'000 le morti annuali per una popolazione di 500 milioni di persone.
Il sottoceneri, riferita alle polveri fini, è la zona più inquinata della Svizzera e una delle più inquinate d’Europa e difficilmente comprendiamo come il rischio sanitario possa essere basso. Come valuta il Consiglio di Stato lo studio dell’UFAM che indica in 3'000 i morti in Svizzera? Non reputa il Consiglio di Stato che qualche centinaio di essi possano essere un ticinese? Cosa pensa il Consiglio di Stato dello studio europeo?
3. Lo studio ESCAPE è talmente convincente che l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione ha annunciato il 17 ottobre 2013 di avere incluso l'inquinamento atmosferico e le polveri sottili fra i carcinogeni umani di tipo 1, per quale motivo le conclusioni di questo studio non sono state prese in considerazione per l’allestimento della risposta all’interrogazione del gruppo socialista (Costi e danni alla salute causati dall’aria inquinata in Ticino)?
4. Dal 1996 il Cantone ha un registro dei tumori che non è stato menzionato nella risposta alla nostra precedente interrogazione. Questo registro dei tumori mostra già qualche dato significativo? Vi sono delle incidenze (casi/abitanti) di tumore maggiori nelle zone del Cantone più inquinate (Mendrisiotto) rispetto ad altre zone (per es. Valle di Blenio?). Vi è intenzione, da parte del Cantone, di pubblicare i dati precisi e gli studi disponibili, chiaramente anonimizzati?
5. Come interpreta il Consiglio di Stato le affermazioni del dottor Cavalli? In particolare quale è la sua posizione in merito alla sua affermazione che 60 anni fa il mendrisiotto aveva una delle percentuali più basse di tumore al polmone in Svizzera mentre ora è in testa alla classifica.
6. Corrisponde al vero, che attualmente, non vi è nessuna raccolta di dati della causa di una consultazione medica su suolo cantonale? Non sarebbe auspicabile introdurre un semplice sistema di monitoraggio?
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