
In vista dell’estate il Dipartimento del Territorio ha presentato le sue misure straordinarie da introdurre in caso di superamento prolungato delle polveri fini. Misure che riguardano in particolare l’utilizzo delle automobili e solo in parte quello di camini e stufe.
Proprio loro sarebbero i responsabili di quasi la metà delle emissioni di PM10 in Lombardia. A dirlo è l’ultimo monitoraggio del Piano Regionale Aria presentato dalla regione. Come riporta il portale varesenews.it, stando ai dati presentati oggi dall’Assessore all’ambiente Claudia Terzi, circa il 45% delle emissioni sarebbero riconducibili alla combustione di biomasse legnose. Il Lombardia sono stati censiti oltre 16'500 camini, un numero cresciuto in modo importante negli ultimi anni.
Ma non sono solo i camini nel centro del mirino della Regione Lombardia. “Incriminati” sarebbero anche i motori a diesel e le produzioni agricole che rilascerebbero ammoniaca nell’aria.La regione ha chiesto due miliardi di euro per interventi strutturali. Richieste a cui per il momento non è stata data risposta.
Ad inizio anno in tutto il nord Italia e nel Canton Ticino si erano registrati livelli elevati di polveri fini a causa del tempo secco che si era protratto per più di un mese. La situazione eccezionale aveva portato all’introduzione di misure come la circolazione atarghe alterne che oggi fa parte delle misure proposte dal direttore del DT Claudio Zali.
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