
Alla luce delle “numerose e reiterate affermazioni scorrette” relative al progetto del Polo sportivo, il Municipio di Lugano ha preso oggi una ferma posizione, ritenendo necessario chiarire le “inesattezze più evidenti e fuorvianti”. Chi sostiene l’ipotesi di spezzettare il progetto, realizzando solo i contenuti sportivi, ne sta decretando la fine, è stato spiegato in conferenza stampa. “Nella vita le bugie hanno le gambe corte, in politica c’è invece il rischio di convincere i cittadini con notizie false”, ha esordito il sindaco Marco Borradori durante il punto informativo odierno. “Di solito quando il Municipio presenta un Messaggio poi non parla più fino al voto del Consiglio comunale, ma è necessario prendere la parola per difenderci dalle tante scorrettezze”. A fargli eco anche il municipale Roberto Badaracco, che ha sottolineato l’importanza di portare avanti il progetto: “Non vogliamo essere gli ultimi della classe a livello svizzero. È un progetto che serve, senza se e senza ma, altrimenti rimarremo in questa situazione per i prossimi 20 anni. Non ce lo possiamo permettere e non lo vogliamo”.
“Il negoziato non ha favorito il gruppo HRS SA”
In una nota, la Città ha poi chiarito punto per punto le informazioni sul progetto “per fugare ogni diceria”. Il primo elemento riguarda l’accordo generale di partenariato pubblico privato definito con il gruppo HRS SA. L’accordo, ribadisce il Municipio, è stato raggiunto “con piena soddisfazione del Comune, in piena conformità alle condizioni poste dal bando di concorso e in un clima di dialogo e di disponibilità continui dei partner coinvolti”. Non corrisponde quindi al vero che “il negoziato abbia favorito HRS Sa”.
Il progetto non verrà scorporato
Il secondo elemento riguarda la presunta possibilità di estrapolare dal progetto i contenuti sportivi, realizzando solo l’Arena e il Palazzetto dello sport a spese della Città. “Si tratta di una proposta-alibi che equivale di fatto all’affossamento di un progetto che riqualifica il comparto di Cornaredo, valorizza e amplia gli spazi pubblici, crea aree verdi e un nuovo parco a beneficio di tutta la cittadinanza”, si legge nella nota. Oltre a restare senza stadio e senza Palazzetto dello Sport, Lugano perderebbe quindi, oltre agli investimenti fatti finora, anche la possibilità di sviluppo urbanistico, economico e di valorizzazione del quartiere. L’Esecutivo ricorda poi che l’approvazione del Consiglio comunale, previsto nel mese di marzo, è necessario per dare il via libera definitivo al Polo e che la realizzazione del progetto Sigillo (così si chiama il progetto vincitore degli architetti Cruz Ortiz + Giraudi Radczuweit) è già stata prevista dalla Città e contempla proprio l’edificazione prioritaria dei contenuti sportivi. “Tuttavia gli elementi che costituiscono il progetto - così come definito dal bando di concorso per il finanziamento dell’opera - sono da considerare un insieme coeso e non scindibile”, puntualizza l’Esecutivo. In sostanza non ci sono vie di mezzo: se si dice no all’accordo di partenariato pubblico-privato, il progetto non va avanti.
L’ok del Legislativo importante per uno stadio di categoria A-Plus
L’approvazione del Legislativo è anche un passo importante per confermare i tempi per l’avvio della realizzazione di uno stadio di categoria A-plus, “condizione essenziale per il rinnovo dell’autorizzazione eccezionale concessa dalla Swiss Football League” al FC Lugano. “Se il progetto Sigillo dovesse essere bloccato per l’assenza di atti concludenti (...), l’autorizzazione eccezionale non potrà più essere concessa, con conseguente retrocessione dell’FC Lugano in Challenge League e nessuna possibilità di nuova promozione nel breve termine data la mancanza di uno stadio a norma di licenza”, conclude l’Esecutivo.
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