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Ticino
Polmoniti: “Il Ticino poco toccato, solo qualche caso”
Redazione
3 anni fa
Con il pediatra Gianluca Bianchetti analizziamo la situazione nel nostro Cantone, dopo che casi di polmonite da batterio mycoplasma pneumoniae sono stati riscontrati in Europa.

Dopo la Cina, la polmonite dei bambini è arrivata in Europa. I sintomi sono febbre alta e tosse. In Francia, in particolare, la direzione generale della sanità ha confermato "casi di polmonite da batterio Mycoplasma pneumoniae negli adulti e nei bambini”, che hanno reso necessario il ricovero in ospedale. Per sapere com'è la situazione in Ticino, abbiamo interpellato il dottor Gianluca Bianchetti.

Abbiamo sempre il ricordo della pandemia passata e ci si allarma quando si sente parlare di nuovo di polmonite. Com’è la situazione ad oggi in Ticino?

“Già 3 settimane fa gli infettivologi pediatrici ci rendevamo attenti sul fatto che nel Canton Vaud c'era un netto aumento di casi di polmoniti da mycoplasma pneumoniae e da clamidia pneumoniae. Non si parlava però di ricoveri, ma sul fatto che questo mycoplasma gira. È comunque curabile e ha un decorso differente rispetto alle polmoniti tipiche, che portano magari anche il bambino al ricovero. Attualmente il Ticino non sembra essere così toccato, c’è qualche caso. Testiamo i bambini e a volte riscontriamo questo mycoplasma. Anche da informazioni recenti non ci sono attualmente ricoveri imputabili a questo tipo di microorganismo”.

È curabile anche a casa?

“Sì, il mycloplasma causa delle polmoniti che si definiscono atipiche perché non hanno un decorso tipico della polmonite. Anche per questo sono più difficili da riconoscere. Nelle nostre urgenze lavoriamo attualmente con il 95% di bambini che tossiscono: dobbiamo capire se tossiscono perché affetti dall’asma oppure se hanno contratto una polmonite da mycroplasma. Solitamente sono bambini che non migliorano con i normali trattamenti: durante una seconda visita si riesce a capire che c’è qualcosa che non va a livello di polmoni e i rantolii ci possono indirizzare. Visto il decorso abbastanza favorevole, il battere in questione si va a ricercare con un normale tampone”.

Visto che si tratta di una polmonite atipica, anche i trattamenti sono diversi?

“Queste polmoniti non vengono curate con i normali antibiotici perché non agiscono sul battere e il bambino non guarisce. Bisogna utilizzare antibiotici che si chiamano macrolidi, che permettono un rapido miglioramento e la guarigione”.

Sappiamo che c'è penuria di determinati medicinali per questo tipo di polmonite. Come siamo messi?

“Al momento questo tipo di antibiotico non manca nelle farmacie, ma va molto a periodi, bisogna chiamare le farmacie. Una cosa molto importante è che gli antibiotici vengano dati unicamente se c'è la necessità di darlo. Sembra un fatto ovvio, ma bisogna essere sicuri che ci sia la necessità di prendere l'antibiotico”.

Anche gli adulti corrono il rischio di contrarre questa polmonite?

“L'ordine dei medici ha segnalato un aumento di casi anche negli adulti. È un battere che colpisce giovani adulti, ma c’è anche negli adulti, non solo in età pediatrica”.

Si tratta di una malattia molto infettiva, tanto che viene definita come una polmonite comunitaria. Per il momento la questione è sotto controllo, ma c'è preoccupazione in vista delle prossime settimane, quando arriveranno anche le classiche malattie?

“Il periodo critico per noi è cominciato da un paio di settimane, adesso aspettiamo l’arrivo dell’influenza e il virus respiratorio sinciziale. Nel caso in cui a un bambino viene diagnosticata una polmonite atipica, è importante domandare se anche il fratellino o la sorellina hanno la tosse o stanno male. Spesso è un battere che facilmente viene trasmesso da bambino a bambino e quindi anche a livello di scuola. Ci arrivano anche delle mamme a dirci che la polmonite gira nelle scuole e probabilmente si riferiscono a questo tipo di polmonite”.

Voi percepite della preoccupazione maggiore nei genitori? Siete più sotto pressione?

“Al momento alcuni genitori sono preoccupati e vanno dal pediatra, anche se probabilmente potrebbero aspettare qualche giorno in più. Si tratta di rassicurarli. Ma dobbiamo anche controllare i bambini per capire se effettivamente non abbiano contratto questo mycoplasma”.

Si può adottare qualche misura per prevenire il contagio?

“È un virus che si trasmette per via aerea e ora ci avviciniamo all’inverno e ci chiudiamo nei locali chiusi, con questi batteri che girano più facilmente. Credo che il buon senso sia quello di segnalare ai genitori cosa ha il proprio bambino e di farlo rimanere a casa finché con l'antibiotico non migliora il decorso”.

A telecamere spente abbiamo parlato anche di Covid, con diverse persone che attualmente sono a casa ammalate. Per i bambini c'è la stessa situazione?

“I bambini hanno pochi sintomi e difficilmente li testiamo. Questo avviene piuttosto per i ragazzi. Stiamo però assistendo a un aumento di Covid anche nei bambini. In questo caso si può far affidamento al classico paracetamolo per abbassare la febbre e diminuire il mal di testa. Al momento è paragonabile a un'influenza”.