
25. No, 15. Ruota attorno a queste cifre il confronto sul numero minimo di agenti necessario per costituire un corpo di Polizia strutturato, attualmente quantificato per Legge a 5 più un comandante. Oggi in assemblea a Locarno, la proposta in consultazione del Dipartimento delle Istituzioni di innalzarlo appunto a 25 è stata definita dal presidente dell’Associazione Polizie comunali Dimitri Bossalini "poco lungimirante".
"Un numero esagerato di 25 + 1 come è stato proposto imporrebbe ad alcune polizie comunali di fusionarsi, ma quello che diventa difficile è dover gestire da 20 a 25 comuni, garantendo il concetto di community policy che per noi è un capo saldo. Diventa difficile, perchè ogni comune paga e ha delle peculiarità particolari e diverse in ambito di sicurezza che devono essere garantite sempre e in tempi ristretti. 15 agenti + 1 riteniamo sia la quota ideale anche per le competenze e compiti che riceveremo in futuro", ha dichiarato Bossalini ai microfoni di TeleTicino.
Pronta la replica del direttore del DI Norman Gobbi: "Garantire la prossimità lo si fa soprattutto con un contatto diretto e un'opera di prossimità che non dipende dal numero, ma da come si organizza e dei compiti che si svolgono; nell'ascoltare i cittadini e nel mantenere i contatti con le autorità comunali sul territorio e mantenere quella rete di contatto importante per il lavoro. Anche la polizia cantonale opera secondo questi principi..."
Due visioni discordanti ancora tutte da dibattere. Ma l’organizzazione delle Polizie non è stato l’unico tema che ha suscitato la contrarietà dell’associazione. Bossalini non ha nemmeno digerito l’idea della consigliera federale Simonetta Sommaruga di inasprire le pene pecuniarie, definite poco efficaci, per punire chi commette violenza contro i funzionari.
"La decisione di aumentare le aliquote invece che andare nella direzione delle pene detentive non ci piace per nulla. Abbiamo intravisto una speranza grazie alla decisione della commissione giuridica del Consiglio nazionale che vuole entrare in materia. Ci aspettiamo che anche la commissione giuridica del Consiglio degli Stati faccia altrettanto affinché ci sia un dibattito a livello di assemblea federale e ci sia una decisione diversa da quella del Consiglio federale", ha affermato Bossalini.
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