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Ticino
Polizie comunali, levata di scudi su nuova organizzazione
Polizie comunali, levata di scudi su nuova organizzazione
Polizie comunali, levata di scudi su nuova organizzazione
Redazione
8 anni fa
C'è scetticismo sulle possibili nuove forme di organizzazione, scaturite dal gruppo di lavoro Polizia Ticinese

Partiamo dall’antefatto: ieri pomeriggio il portale liberatv pubblica alcuni dettagli emersi dal Gruppo di lavoro Polizia Ticinese, istituito per formulare possibili nuove forme di organizzazione fra Polizia cantonale e comunali, proposte girate per conoscenza ai comuni.

Il Gruppo propone di alzare dagli attuali 6 a 21 il numero minimo di agenti necessario per formare un corpo di polizia strutturata. Il Governo rilancia a 25. Un numero che difficilmente giustificherebbe l’esistenza dei corpi di polizia comunale più piccoli. A titolo di esempio: la Polizia del Vedeggio e la Ceresio Sud hanno rispettivamente 11 e 15 agenti. La reazione di alcuni capi-dicastero è intuibile. La preoccupazione maggiore è perdere il contatto e la conoscenza diretta con la popolazione.

Un secondo aspetto che emerge dalle indiscrezioni stampa è l’aggregazione delle comunali a livello regionale. Un’idea non nuova: da tempo si parla di passare da 8 a 5 poli: Lugano, Bellinzona, Biasca, Mendrisio e Locarno. Ipotesi sostenuta dall’associazione delle polizie comunali ticinesi già nel 2016. Ma nel Locarnese questa eventualità suscita scetticismo in comuni come Ascona, la cui polizia potrebbe venir accorpata a Locarno.

"Ascona ha investito molto nel personale, creando una polizia da poter impiegare 24 ore su 24. Non sono investimenti da poco" spiega a TeleTicino il capo Dicastero Polizia di Ascona Tiziano Broggini. "Passati pochi anni e si vuole già cambiare. Dopo la riunione con il Cantone, potrò dire di più. Ma per il momento sono scettico". 

Secondo Broggini è dunque passato troppo poco tempo dalla riorganizzazione conclusa nel 2015. Più a sud, a Chiasso lo scenario prospettato è un accorpamento con Mendrisio. E qui le perplessità non si limitano alle tempistiche.

"Il Municipio di Chiasso è assolutamente contrario a un accorpamento tra le polizie" ribadisce Sonia Regazzoni, capo Dicastero Sicurezza di Chiasso. "Il Mendrisiotto non è un comune unico. La polizia del Basso Mendrisiotto e l'alto Mendrisiotto sono confrontate con casistiche e problematiche diverse. A Chiasso c'è la frontiera con tutte le sue conseguenze, lo sanno tutti."

Il 27 marzo si terrà una riunione della Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza. Ai rappresentanti dei comuni polo – che comprendono i nostri due interlocutori - verranno presentate le varie misure scaturite dal gruppo di lavoro. Anche per questo e in vista dell’incontro, oggi, il Dipartimento istituzioni ha preferito non rilasciare dichiarazione ma ha voluto precisare che durante la riunione tutti i presenti potranno esprimere la propria opinione. Il dossier sarà poi sottoposto a una consultazione con tutti i comuni.

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino

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