
Invitato all'assemblea delle Polizie comunali ticinesi, il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi ha voluto chiarire alcuni aspetti legati all'implementazione della Legge sulla collaborazione fra la Polizia cantonale e le Polizie comunali (LCPol) e al progetto di Polizia unica, quest'ultima fortemente voluta dal Governo.
"Le scelte fin qui compiute dal Legislatore cantonale" ha esordito Gobbi "hanno portato a fissare degli obiettivi già di per sé ambiziosi, ossia la regionalizzazione della Polizia comunale attraverso il coordinamento e la messa in rete operativa delle forze locali. Ambizioni che derivano da un lato dal far passare il principio secondo il quale ogni Comune è tenuto a finanziare i costi di Polizia locale e, dall’altro, dal saper andar oltre i limiti dei rispettivi “giardinetti comunali”. Secondo il consigliere di Stato per troppo tempo alcune realtà comunali "si sono sentite in diritto di ricevere senza dare, beneficiando così dei servizi di prossimità (comunali e cantonali) pur senza contribuire al loro finanziamento".
La sicurezza pubblica viene rivendicata da molti cittadini e dovrebbe quindi risultare tra le priorità operativo-strategiche delle autorità locali, ha sottolineato il direttore delle Istituzioni. Una priorità che però si scontra, osserva Gobbi, con "sterili discussioni sulla necessità o meno di garantire il servizio sulle 24ore all'interno della Regione di Polizia comunale, come se i professionti del furto, gli accattoni o le molestie all'ordine pubblico vi fossero unicamente negli orari d'ufficio e su appuntamento".
Un ulteriore tema abbordato dal ministro è stato quello del calcolo del numero di agenti necessari proposto dal Dipartimento e condiviso dalla Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza. "A differenza dei servizi amministrativi comunali" ha dichirato, "la Polizia richiede effettivi in rapporto di 1 a 7 per poter ossequiare i propri compiti sulle 24 ore e durante l'intero anno. In altre parole, per poter disporre di una pattuglia di 2 agenti, si deve poter contare su un effettivo di 14 agenti. Tale necessità è data dai turni di lavoro, dalla necessità di copertura del territorio, dalla formazione continua e dagli impieghi di interesse regionale o cantonale".
Nonostante queste tematiche siano conosciute ai Capi dicastero comunali e ai Comandati delle polizia comunali, "alla fine però ogni discussione termina sempre sul soldo" puntualizza Gobbi. "Alcuni Comuni convenzionati criticano l’imposizione dell’obbligo di partecipare ai costi di sicurezza pubblica in ambito comunale sanciti dalla LCPol, votata dal Parlamento e confermata dalla decisione del Tribunale federale, e sulle necessità di erogare le competenze puntualmente elencate nell’allegato 2 del Regolamento. Questi stessi Comuni poi, reclamano sul tenore della risposta data dal Consiglio di Stato alla Mozione “Per un’unica Polizia nel Cantone Ticino” presentata da Giorgio Galusero e sottoscritta dai capigruppo parlamentari Fiorenzo Dadò, Pelin Kandemir Bordoli, Sergio Savoia e Christian Vitta che propone, in sunto, l’elaborazione di un progetto di Polizia unica per l’intero Cantone unificando la condotta e la formazione". Il Consiglio di Stato, ha ricordato Gobbi, lo scorso 2 aprile ha indicato, nella risposta alla citata mozione, che la polizia unica è ritenuta "il modello del futuro e pertanto la sua creazione è l'obiettivo a tendere a medio/lungo termine, senza dimenticare l'importanza della LCPol che deve essere conclusa entro la scandenza prevista e che potrà fungere da trampolino di lancio per l'assetto futuro della polizia ticinese".
La realizzazione del progetto della polizia unica è ancora lunga e incerta, ha sottolineato Gobbi, puntualizzando che ora si attende una risposta del Parlamento: "Qualora la decisione del Gran Consiglio fosse quella di aderire alla proposta di istituire una Polizia unica, occorrerà predisporre una fase importante di studio e di progettazione, alla quale dovrà seguirne una altrettanto importante di implementazione. Questo processo potrebbe dunque giungere al termine – a mente del Consiglio di Stato – non prima del 2021".
Il progetto di un'eventuale Polizia unica, ha ribadito ancora Gobbi, non deve costituire un pretesto per rallentare o interrompere i lavori d'implementazione della LCPol: "La LCPol e un’eventuale Polizia unica, ancora tutta da definire ASSIEME a voi, non sono in antitesi, bensì complementari".
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