
Aveva destato grande sorpresa, e pure un diffuso malumore, il ritiro settimana scorsa in Gran Consiglio del messaggio sulla Polizia unica, da parte del direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
"È illegale!" aveva tuonato il deputato indipendente Jacques Ducry. "Siamo sconcertati" avevano aggiunto in seguito diversi comandanti di Polizia comunale.
Gobbi si era allora assunto la piena responsabilità del ritiro del messaggio, che allungherà naturalmente i tempi di realizzazione del progetto, assicurando di voler tornare entro breve alla carica con un nuovo messaggio.
Oggi a tornare sul tema sono cinque deputati PLR - Omar Terraneo (primo firmatario), Bixio Caprara, Franco Celio, Graziano Crugnola, Nicola Pini - più il rappresentante di Montagna Viva Germano Mattei, tramite un'interrogazione parlamentare con la quale chiedono soprattutto se il Governo condivide la decisione di Gobbi.
Ma non solo.
"Da quanto emerso dai numerosi interventi dei deputati in Parlamento e da quanto si evince dai rapporti di maggioranza e di minoranza, è volontà condivisa di rafforzare e migliorare il servizio di sicurezza per i cittadini mediante l’ottimizzazione dei servizi della Polizia per rispondere nel migliore dei modi e con tempestività alle crescenti nuove sfide poste dalla criminalità e dall’ordine pubblico" si legge nel testo. "Ricordiamo che, esprimendosi sulla Mozione, il Consiglio di Stato riteneva la creazione di un corpo unico di Polizia, la soluzione migliore da praticare a medio/lungo termine, parallelamente all’implementazione della Legge sulla collaborazione tra Polizia Cantonale e Polizie Comunali."
Gli interroganti ricordano che entro fine settembre 2015 entrerà in vigore il Regolamento di applicazione della LCpol, dove tutti i Comuni, salvo eccezioni particolari (come ad esempio Sementina) dovrebbero aver sottoscritto le convenzioni con i “Comuni polo” dando così avvio alla fase di implementazione vera e propria, che nel giro di 4/5 anni dovrebbe soddisfare gli intendimenti della LCpol".
Sulla base di queste premesse Terraneo e colleghi chiedono quindi al Consiglio di Stato se fosse a conoscenza delle intenzioni del ministro Gobbi, e se le stesse erano o sono condivise; rispettivamente quali sono le facoltà di un direttore di Dipartimento di ritirare un messaggio del collegio governativo.
Inoltre chiedono al Governo se la decisione del Parlamento di rimandare la mozione in Commissione della Legislazione non sia in contraddizione con qualche disposizione di legge o se tale decisione, differisca dall’accettazione del rapporto di minoranza (Franscella), che prevedeva l’applicazione della LCpol, la valutazione della funzionalità della stessa dopo 2 anni, con il lancio, se del caso, dello studio sulla Polizia unica solo successivamente.
E poi: "Con il lancio in parallelo della progetto di Polizia unica, alcuni Comuni si sono trovati disorientati ed hanno di riflesso rallentato l’applicazione del nuovo progetto di LCpol. Non si ritiene che questa ulteriore battuta d’arresto, non crei ancora più confusione ed i Comuni “titubanti” possano rallentare ulteriormente se non addirittura attendano gli sviluppi ed i nuovi intendimenti dell’Esecutivo sul futuro progetto di Polizia unica? Infine, in quanto tempo si prevede il Consiglio di Stato di presentare il nuovo messaggio al Parlamento?"
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