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"Polizia troppo severa e intransigente a Bellinzona?"
"Polizia troppo severa e intransigente a Bellinzona?"
"Polizia troppo severa e intransigente a Bellinzona?"
Redazione
10 anni fa
Mattia Sormani e Luca Buffi interrogano il Municipio in merito ai controlli degli agenti nei confronti dei commercianti

In un'interrogazione inoltrata al Municipio di Bellinzona, i consiglieri comunali PLR Mattia Sormani e Luca Buffi chiedono maggiori lumi sull'operato della polizia comunale, in particolare per il suo atteggiamento eccessivamente "severo e intransigente" nei confronti dei piccoli commercianti. 

"Dalla lettura di alcune notizie apparse sui media cantonali" si legge nell'interrogazione, "si apprende che la città di Bellinzona stia continuamente perdendo attività commerciali, alcune di queste storiche e anche di indubbio pregio, cosa che rattrista perché la chiusura di negozi o ritrovi che da decine di anni sono stati presenti sulla scena della Città, anche caratterizzandola, è un po’ come se la Città perdesse un suo pezzo di storia, cambiandone, in un certo qual modo, anche il suo panorma".

Pur essendo consci della difficile situazione congiunturale economica, quel che preoccupa di più i due consiglieri comunali sono le "esplicite accuse volte da alcuni commercianti, coinvolti nelle chiusure dei loro esercizi, alla polizia comunale, rea, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, di essere estremamente severa nei propri controlli, percezione peraltro condivisa sia dagli scriventi Consiglieri Comunali, sia da molti cittadini".

"Una situazione analoga" proseguono Sormani e Buffi, "viene pure riscontrata durante quelle manifestazioni cittadine che contano un grande numero di visitatori, come il mercato del sabato o eventi di richiamo regionale se non cantonale (basti pensare a quanto in programma per il mese in corso)".

"Se da un lato è giusto e doveroso garantire il rispetto delle regole tramite controlli puntuali" concludono i due consiglieri comunali, "dall’altro bisogna però interrogarsi su quale sia il confine che separa una giusta prevenzione dalla repressione pura e semplice, che non sembra avere altro fine se non quello di “fare cassetta”.

Per questi motivi Sormani e Buffi chiedono all'Esecutivo, e in particolare al Capo dicastero responsabile, onorevole Sindaco:

"Il Municipio ritiene che l’attuale operato delle autorità preposte a eseguire i controlli possa ancora definirsi “preventivo”? Con quale frequenza il Municipio è aggiornato sullo stato delle sanzioni comminate? Esiste una statistica mensile? Se si, la stessa può essere fornita in visione al Consiglio Comunale? Se il dato è disponibile, a quanto ammonta l'introito annuale proveniente dalle multe comminate lungo Viale Stazione? Il fatto di avere a preventivo un considerevole indotto da contravvenzioni non rischia di sacrificare il buon senso sull’altare di interessi puramente finanziari? Questo modo di operare non va in contrasto con gli obiettivi di un Municipio che si è sempre detto vicino alle problematiche del centro città, dei suoi commerci e delle sue manifestazioni? Il Municipio come intende intervenire per frenare l’emorragia di attività commerciali nel centro storico?"

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