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Ticino
Polizia: nomina ai vertici con polemica
Redazione
13 anni fa
Agente per poco tempo, fu trasferito al Dipartimento delle Istituzioni. Ora è tornato ai vertici

Polizia cantonale: un’estate tra nomine e malumori. Non è solo l’ipotesi di una polizia unica ad agitare le acque, A scatenare il dissenso, questa volta, nientemeno che una nomina ai vertici. Per essere più precisi, arriva una nomina nei quadri dello stato maggiore. Una funzione nuova, già presente in altre aree, ma nello stato maggiore. Almeno fino a qualche mese fa: fatto il concorso, voilà, individuato il prescelto. Apriti cielo. Non si tratta di un agente in servizio. Intendiamoci, la persona in questione la scuola di polizia l’ha frequentata nel 1996, proprio come richiesto nel bando di concorso. Per qualche tempo ha anche fatto l’agente, salvo poi fare le valigie per spostarsi al servizio del dipartimento delle istituzioni. Una carriera iniziata come web master e finita come responsabile web. Insomma, sviluppava progetti nell’ambito del dipartimento. Ad onor del vero, per il momento, è ancora là. Ma presto raggiungerà la polizia cantonale per assumere onori ed oneri riservati alla sua carica. Una carica davvero di alto livello. Si tratta solo di stabilire, di concerto con il DI, quando. La nomina è stata effettuata in base ad un concorso interno all’Amministrazione cantonale. Fa sapere la polizia alla quale abbiamo girato la domanda. Tra i candidati è stata scelta la persona in possesso di tutti i requisiti richiesti e maggiormente idonea per ricoprire la nuova funzione in seno allo Stato Maggiore, continua la nota. Dunque, conclusione logica, era sufficiente aver frequentato la scuola di polizia nel 1996: non indispensabile era la militanza continua nel corpo. Chissà se la spiegazione basterà a placare le polemiche.

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