
Da progetto pilota a realtà stabile. La Sezione violenza domestica della Polizia cantonale ha cambiato forma e da marzo di quest’anno è diventata definitiva. L’obiettivo è quello di rendere le indagini più efficaci e garantire una maggiore vicinanza alle vittime, in linea con la Convenzione di Istanbul e con le direttive federali.
Sei agenti dedicati unicamente alle inchieste
Il cambiamento riguarda soprattutto il modo di lavorare. Sei agenti sono ora impiegati unicamente nelle inchieste legate alla violenza domestica e non sono più sottoposti al turno delle 24 ore. Una scelta che permette di seguire i casi con maggiore continuità e di offrire alle vittime un riferimento più stabile durante tutto il percorso investigativo. «La parte operativa di intervento è rimasta alla gendarmeria che sul posto interviene e mette in sicurezza» ci spiega il capo Servizio violenza domestica Marco Castoldi.
Cambiamento più efficace per le vittime
Il nuovo assetto punta quindi a essere più incisivo nelle indagini e più attento alle esigenze delle persone coinvolte. «Il fatto che le vittime vengano convocate nei giorni successivi permette alle vittime non solo di organizzarsi meglio, di avvalersi di un avvocato ad esempio, ma anche di elaborare meglio quanto successo», sottolinea Castoldi. Un lasso di tempo in più che in questi mesi è stato osservato speciale, il rischio, infatti, che le vittime potessero desistere dal sporgere denuncia era concreto, ma non si è verificato. «Come detto, mettere una distanza dal momento in cui è avvenuto l'intervento, permette alle vittime di essere meno scosse».

