
A Chiasso, che oggi ospita l’assemblea delle polizie comunali, il clima è disteso. Lo spirito invece è combattivo. All’ordine del giorno c’è il progetto Polizia ticinese. E se in generale nessuno contesta la necessità di evitare doppioni con la Cantonale e collaborare, su alcuni punti col Dipartimento Istituzioni è muro contro muro. Da tempo, a dividere, è soprattutto il numero minimo di effettivi ipotizzato per le Polizie strutturate: 15+1; che il Cantone vorrebbe poi alzare a 20 entro il 2025. Di qui la proposta del presidente Dimitri Bossalini: una valutazione regionale e non dei singoli corpi degli effettivi necessari.
Dimitri Bossalini, presidente Associazione Polizie Comunali: "Su questo punto siamo determinati perché riteniamo che una polizia strutturata, che da tempo opera in un territorio anche non molto ampio ma ha creato dei presupposti con la popolazione, che permette di risolvere dei problemi che globalizzandola sarebbe più difficile, ecco che siamo d'accordo di mantenere queste realtà".
"Questo rimane un punto fermo sul quale non possiamo derogare - replica Norman Gobbi - visto che le piccole strutture denotano grossi problemi di conduzione, non rispondono alle aspettative dei comuni - talvolta sarebbe utile sentire i comuni che non hanno il corpo ma che dovrebbero beneficiare dei servizi erogati dai corpi intercomunali - e questa è una preoccupazione".
Visioni discordanti come quelle attorno ad una possibilità ventilata tra le modifiche della Legge sulla collaborazione tra polizie: ovvero permettere ai comuni, se lo vogliono, di convenzionarsi con il Cantone.
"Il concetto operativo di prossimità - prosegue Bossalini - è una peculiarità delle polizie comunali. Convenzionarsi con il Cantone vuol dire non avere questa garanzia". Il direttore del Dipartimento Istituzioni ribatte: "Ci sono comuni che chiedono di potersi convenzionare con il Cantone. Le Tre Valli che già oggi hanno una collaborazione stretta con la polizia cantonale; l'evoluzione potrebbe essere che il Cantone garantisca i compiti di polizia".
La domanda insomma sorge spontanea: in futuro ci sarà ancora spazio per le comunali?
"Sarà un tema da affrontare politicamente - spiega Gobbi - visto che ci sono comuni - come Ascona - che pure essendo comune polo di regione di polizia comunale e un comune che storicamente ha avuto una polizia comunale, si chiede se oggi le polizie comunali rispondano ancora ai bisogni reali dei comuni in cui magari gli assistenti sono più confacenti, per esempio, del lavoro di prossimità"."Non è la direzione da prendere, in Ticino non è quella che è stata voluta e andiamo avanti su questa base tenendo conto che da quando esistono le polizie comunali - anche grazie all'attività di quella cantonale e delle guardie di confine - la delinquenza e i reati sono diminuiti in Ticino", conclude Bossalini.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

