
«Politici e motori, poche gioie e molti dolori». È con queste parole che si apre l'editoriale del vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti, pubblicato nelle scorse ore. Un testo in cui, alla luce di quanto accaduto in queste settimane, vengono passati in rassegna gli episodi che vedono politici ticinesi protagonisti di gravi infrazioni stradali. Da Ignazio Cassis pizzicato, nel 2009, da un’autocivetta a 171 km/h sulla tirata dell’A2 di Bellinzona, dove il limite era di 120 km/h, allo «pneumatico scoppiato» a Giovanni Jelmini, allora presidente del PPD, passando alle «disavventure» al volante di Filippo Lombardi. Senza dimenticare l'incidente l’ormai tristemente celebre incidente in Leventina in cui venne coinvolto il consigliere di Stato della Lega Norman Gobbi. E arrivando fino e «all'uno-due di questa estate», con la vicenda di cui è stato protagonista il copresidente del PS Fabrizio Sirica, pizzicato a 104 km/h dove il limite era di 50 km/h, e quella del deputato leghista in Gran Consiglio Andrea Censi, protagonista di un incidente in scooter in preda ai fumi dell’alcol.
Alla luce di tutti gli incidenti menzionati, c'è un aspetto che, per alcuni, non è passato inosservato. Come sottolinea Greta Gysin, presidente del gruppo parlamentare dei Verdi, in un video pubblicato sui social: i protagonisti di questi incidenti «sono tutti uomini». «Lungi da me fare di ogni erba un fascio: sono ben consapevole che la stragrande maggioranza degli uomini arriva a destinazione senza bisogno di trasformare le nostre strade in un circuito di Formula 1», evidenzia Gysin nel contenuto postato online. «Però, anche considerando il fatto che l'80% delle revoche di patenti riguarda uomini, una domandina dobbiamo porcela: siamo solo di fronte a una serie di sfortunate coincidenze, oppure abbiamo un piccolo problema culturale per quanto riguarda il rapporto tra mascolinità, volante e rischio?».

