
16 anni. È questa la scadenza che si sono autoassegnati ieri i deputati al Gran Consiglio ticinese, accettando il quarto tentativo in tal senso di Angelo Paparelli, che già dal 2007 lottava per l’introduzione di un tetto massimo di legislature.
Con un solo voto di scarto, il Parlamento ha sancito che tutti i politici in Ticino, quindi non solo a livello cantonale ma anche comunale, non potranno restare in carica per più di quattro legislature, ossia sedici anni.
Non è ancora stato deciso se la misura avrà effetto retroattivo. Inoltre, prima di un eventuale entrata in vigore del limite, dovrà ancora esprimersi il Consiglio di Stato e, successivamente, di nuovo il Gran Consiglio. Ma stavolta la strada sembra tracciata.
In Gran Consiglio attualmente sono solo due i deputati che si troverebbero impossibilitati a ripresentarsi per legge: Attilio Bignasca e Michele Foletti, entrambi colleghi di partito del “limitatore” Angelo Paparelli. In Governo nessuno: ci sarebbe stato Marco Borradori, fino a pochi mesi fa, ma al momento tutti i ministri sono freschi, o relativamente freschi, di carica.
A livello comunale, però, sarebbero numerosi i sindaci, municipali o consiglieri comunali a dover lasciare la carica. Anche qui fino a pochissimo tempo fa ci sarebbe stato Giorgio Giudici, in carica per ben 34 anni. Ma ora che Re Giorgio si è dimesso, il caso più eclatante, almeno tra i comuni più popolosi, è quello del sindaco di Mendrisio Carlo Croci, che siede nell’Esecutivo del Magnifico Borgo dal lontano 1994.
"L'introduzione del limite di 16 anni sarebbe una bella rivoluzione" commenta a caldo Carlo Croci, conscio di aver oltrepassato di molto la "data di scadenza" decisa dai deputati. "Nel mio caso mi semplificano le cose" afferma. "Così non devo più fare ragionamenti perché li hanno già fatti altri per me."
Croci spiega che per quanto riguarda la sua posizione personale, stava già valutando di lasciare al termine di questa legislatura. Ma che in linea generale non condivide affatto l'introduzione di nuovi limiti o vincoli. I cittadini, secondo il sindaco di Mendrisio, devono poter essere liberi di scegliere i politici da cui vogliono essere rappresentati. Anche perché limitare le cariche dei politici è un esercizio che comporta pure dei rischi.
"Le quattro legislature non fanno altro che consegnare le amministrazioni ai funzionari" afferma, lapidario, Carlo Croci. "Con questa decisione i padroni dell'ente pubblico diventano i funzionari, perché sopravvivono ai politici. In politica non ci dovrebbero essere limitazioni, perché è il cittadino che decide."
"I limiti artificiali, in politica, non sono una buona cosa" conclude Croci. "L'esperienza, invece, è senz'altro un valore. E non vedo perché occorra a tutti i costi metterla da parte..."
AS
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