
La strategia in ambito di politica europea del nuovo capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Ignazio Cassis è nota da tempo: il consigliere federale ticinese vuole integrare l'accordo quadro in un pacchetto di varie intese, una specie di 'Bilaterali III'. L’accordo quadro fungerebbe quindi da ‘grimaldello’ per arrivare a stipulare nuovi accordi nei settori dell’elettricità, dei servizi finanziari, della sanità, della cultura e del roaming (vedi articolo suggerito).
La questione è stata affrontata ieri dal Consiglio federale nel corso di una seduta straordinaria ma ne servirà almeno una seconda per poter trovare una comunione di intenti. I tempo, tuttavia, sono stretti. Il Consiglio federale si è dato tempo fino a fine 2018. "Ben venga se si arriverà a una firma, ma se non sarà così non sarà qualcosa di negativo", aveva dichiarato Cassis in tempi non sospetti. Berna ha quindi circa nove mesi per trovare la quadratura del cerchio, un lasso di tempo relativamente breve che – come anticipato oggi dal Tages Anzeiger – ha indotto la consigliera federale socialista Simonetta Sommaruga a contraddire il piano d’azione del collega ticinese.
Stando al quotidiano zurighese il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia vorrebbe ridurre il pacchetto di intese (gli eventuali Bilaterali III, insomma). Prioritario, secondo Sommaruga, è stipulare un accordo quadro che risolva i problemi istituzionali. Tutti gli altri punti di contrasto con Bruxelles possono venir affrontati separatamente, è la sintesi del ragionamento della consigliera federale.
Centrale sarà definire il ruolo dei ‘giudici stranieri’ della Corte di giustizia dell'Unione europea. Recentemente Bruxelles ha proposto una soluzione che limita il loro margine di manovra (ovvero un arbitrato internazionale composto da un giudice svizzero, uno europeo e uno scelto da entrambe le parti) e Sommaruga ritiene possa essere una strada da percorrere per raggiungere un accordo in tempi relativamente brevi. Come detto, il Consiglio federale dovrà in ogni caso discuterne in una delle prossime sedute.
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