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Interpellanza
Politica di investimento di IPCT alla luce della situazione a Gaza
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
un anno fa
L'interpellanza dei deputati MPS relativa alla politica di investimento dell'Istituto di Previdenza del Canton Ticino (IPCT): «Solo un impegno coerente e trasparente – si legge nel documento – potrà permettere all'IPCT di rispettare la propria natura di istituzione pubblica e di incarnare i valori fondamentali della giustizia, della legalità e dei diritti umani».

L’interpellanza dei deputati MPS, presentata oggi da Giuseppe Sergi e co-firmata da Matteo Pronzini, riporta al centro del dibattito il ruolo etico e giuridico delle casse pensioni cantonali, in particolare l’Istituto di previdenza del Cantone Ticino (IPCT), in relazione alla situazione in Palestina e agli investimenti in titoli legati allo Stato di Israele. La motivazione dietro ad essa riguarda l’interesse pubblico e l’urgenza: «in molti Cantoni emergono richieste sugli investimenti delle istituzioni pubbliche (in particolare delle cassa pensione) alla luce di quanto sta succedendo a Gaza».

L'interpellanza

Il lungo documento sottolinea come la gravità della crisi a Gaza (alla luce di ciò che sta avvenendo) imponga un «ripensamento urgente delle politiche di investimento delle casse pensioni, compreso l’IPCT», non soltanto sul piano politico ed etico, ma anche giuridico. Gli autori richiamano infatti i recenti pronunciamenti della Corte internazionale di giustizia e della Corte penale internazionale: a gennaio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha riconosciuto «l’esistenza di un rischio plausibile di genocidio attribuibile a Israele», mentre contro il primo ministro Benjamin Netanyahu è stato emesso un mandato di arresto per crimini di guerra e contro l’umanità. Nel luglio successivo, la stessa Corte (internazionale di giustizia) ha stabilito che «l’occupazione israeliana costituisce una violazione sistematica del diritto internazionale», invitando esplicitamente gli Stati ad adottare misure concrete anche sul piano economico e finanziario. 

La richiesta all'IPCT

Questi pronunciamenti, osserva l’interpellanza, «chiamano direttamente in causa la Svizzera», il cui ordinamento – sia federale che cantonale – vincola al rispetto e alla promozione del diritto internazionale, delle Convenzioni di Ginevra e della Convenzione per la prevenzione e la repressione del genocidio. La richiesta rivolta al Governo ticinese è chiara: l’IPCT dovrebbe dotarsi di criteri trasparenti e rigorosi che escludano investimenti nelle obbligazioni israeliane, nelle aziende legate all’apparato militare o attive nei territori occupati, e in generale in ogni impresa coinvolta in violazioni dei diritti umani. Tra i riferimenti proposti (fonti riconosciute) vi sono la “lista nera” dell’Alto Commissariato ONU per i diritti umani e le decisioni di esclusione del fondo sovrano norvegese. «Solo un impegno coerente e trasparente – si legge nel documento – potrà permettere all'IPCT di rispettare la propria natura di istituzione pubblica e di incarnare i valori fondamentali della giustizia, della legalità e dei diritti umani».

A Ginevra sono stati fatti i primi passi

L’interpellanza richiama infine alcuni precedenti: la Cassa pensione di Ginevra (CPEG) ha già deciso di disinvestire dai titoli di Stato israeliani, su impulso anche dei sindacati. Con questa mossa, i firmatari intendono aprire un dibattito pubblico su un tema che non riguarda soltanto la finanza, ma anche la responsabilità etica e politica delle istituzioni cantonali.

Le domande rivolte al Consiglio di Stato:

  1. È a conoscenza delle posizioni assunte a livello internazionale in merito al rischio plausibile di genocidio e alle violazioni sistematiche del diritto internazionale da parte di Israele?
  2. Ritiene che, alla luce degli obblighi derivanti dalla Costituzione federale e cantonale, nonché dai trattati internazionali sottoscritti, l’IPCT debba integrare criteri stringenti di rispetto dei diritti umani nella sua politica d’investimento?
  3. Intende il Consiglio di Stato farsi promotore di una revisione delle politiche di investimento dell’IPCT, affinché siano esclusi titoli di Stato israeliani, obbligazioni e azioni di imprese direttamente coinvolte nell’occupazione e nelle violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi?
  4. Ritiene opportuno che venga introdotto un meccanismo di trasparenza pubblica sulle scelte d’investimento di IPCT, in particolare per quanto riguarda i legami con realtà coinvolte in violazioni del diritto internazionale?
  5. È disposto il Consiglio di Stato ad avviare un confronto con i rappresentanti di IPCT, le parti sociali e la società civile al fine di garantire coerenza tra la politica d’investimento dell’istituto e il rispetto dei principi etici e giuridici sopra richiamati?