
“Ci sembra che le polemiche emerse in conferenza stampa siano state superate dalla qualità del dibattito che è seguito nei giorni successivi e dal libero confronto dei visitatori con l’opera esposta.”
Il Municipio di Lugano butta acqua sul fuoco nella sua risposta odierna alla lettera ricevuta alcuni giorni orsono da Peter e Kathleen Silverman. I proprietari della “Bella Principessa”, in una missiva dai toni accesi chiedevano che il Municipio di Lugano si scusasse pubblicamente per “la mancanza di rispetto mostrataci dal suo vicesindaco durante la conferenza stampa di presentazione della Bella Principessa, di Leonardo Da Vinci, che ci avete chiesto in prestito. Come ospiti invitati dal Municipio di Lugano per un evento culturale, siamo stati insultati e offesi dall’oltraggiosa esposizione politica della vicesindaco e dalle sue insinuazioni sugli interessi commerciali dietro la mostra dell’opera”.
Le scuse pubbliche attese dai due collezionisti non sono arrivate, dunque. Nella sua lettera, l’esecutivo cittadino ha invece voluto ribadire la propria posizione: “Il Municipio ha accolto la richiesta e concesso il patrocinio poiché persuaso del valore culturale del dibattito e della bellezza dell’opera e ha accolto volentieri l’invito a partecipare alla conferenza stampa di presentazione in qualità di ente ospitante.”
Ad accendere gli animi e il dibattito durante la conferenza stampa di presentazione dell’esposizione, ricordiamo, era stata l’attribuzione del quadro a Leonardo da Vinci e le perplessità sollevate in seno al Municipio riguardo alla proposta di ospitare l'opera. In quell’occasione Vittorio Sgarbi (vedi correlati), si era scagliato contro la vicesindaco Giovanna Masoni e contro il professore di storia dell’arte all’Università di Ginevra Mauro Natale, non presente alla conferenza. Natale, quest’oggi è stato nuovamente chiamato in causa dai coniugi Silverman che, a commento della lettera ricevuta dal Municipio, hanno voluto sottolineare come il professor Natale sia stato invitato più volte a vedere dal vivo il dipinto con tutte le prove scientifiche, sempre declinando, senza mai dare alcuna motivazione valida sul motivo per cui non riconosce l’attribuzione dell'opera a Leonardo da Vinci.
AR
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

