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Polemiche sul futuro urbanistico di Bellinzona
Polemiche sul futuro urbanistico di Bellinzona
Polemiche sul futuro urbanistico di Bellinzona
Redazione
10 anni fa
Gli ecologisti contro il programma di agglomerato del Bellinzonese: "Megalomania a scapito della qualità di vita"

I Verdi del Bellinzonese e il movimento Bellinzona Vivibile hanno consegnato negli scorsi giorni le loro osservazioni rispetto al programma di agglomerato di terza generazione del Bellinzonese (PAB 3).

I due movimenti ambientalisti hanno valutato le schede in relazione al futuro urbanistico della Capitale e del suo agglomerato. "Il PAB3 - si legge nel comunicato congiunto divulgato oggi ai media - annienterebbe di fatto entro breve tempo tutte le zone verdi attualmente esistenti."

Secondo gli ecologisti si tratta di un documento che non tiene conto delle consultazioni popolari e che vorrebbe andare ad eliminare importanti comparti d’interesse pubblico a cominciare dallo Stadio Comunale. "Se tali schede fossero realizzate così come proposte ci troveremmo una città di oltre 100'000 abitanti in breve tempo con un raddoppio della popolazione rispetto all’attuale", proseguone il comunicato.

I Verdi e Bellinzona vivibile ritengono prioritario puntare sulla qualità di vita e non su uno sviluppo quantitativo, ritenuto fine a se stesso. "Questo PAB difende gli interessi dei palazzinari anziché quello della popolazione di Bellinzona, che ha scelto di rimanere o di insediarsi proprio per le caratteristiche attuali della Città e della sua qualità di vita".

I due movimenti hanno inoltre valutato le misure previste per quanto riguarda la mobilità dolce. "In particolare - si legge - si è rilevato come alcune delle misure previste non siano assolutamente prioritarie e che in alcuni casi non vadano neppure nell’ interesse dei diversi utenti. In questo senso basti pensare alla volontà di trasformare in un percorso ciclabile l’intera diga insommergibile sul fiume Ticino, attualmente molto apprezzata invece da chi attualmente la utilizza per lo svago di tipo pedonale".

I Verdi e Bellinzona Vivibile auspicano che le osservazioni fornite portino ad un riorientamento di questo piano di agglomerato, "affinché lo stesso possa essere uno strumento volto a migliorare la vivibilità del Bellinzonese e non lo strumento di chi immagina di insediare una nuova Lugano a nord del Ceneri".

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