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Ticino
Polemiche su Artecasa: “Ridotti gli espositori stranieri”
Redazione
12 anni fa
Il Corriere di Como attribuisce le colpe al Municipio luganese, ma Borradori smorza i toni: “Solo una raccomandazione”

“La Lugano leghista alza le barriere protezioniste. In Fiera niente più espositori provenienti dal Lario”. Titola così, in aperta polemica, l’edizione odierna del Corriere di Como. Oggetto del contendere la storica fiera Artecasa.

Secondo il quotidiano comasco infatti, su chiara indicazione del Municipio guidato dal sindaco leghista Marco Borradori, ad Artecasa sarebbe stato imposto un aut aut relativo alla presenza di aziende straniere, in particolare nord italiane, per ridurne drasticamente il numero. Ma le indicazioni, stando al foglio d’oltreconfine, non si limiterebbero solo alla fiera imminente e andrebbero anzi ad influenzare tutte le prossime manifestazioni, ad iniziare da FloraLugano, alla quale gli espositori italiani non possono neppure partecipare.

Marco Borradori, da noi raggiunto per un breve commento, getta però acqua sul fuoco: “Dovrei andare a rivedere le carte perché a memoria non saprei dirle, di certo però non abbiamo calato imposizioni dall’alto in questo senso, non credo potremmo neanche farlo.”

“Non escludo invece – puntualizza il sindaco - , viste le polemiche sorte lo scorso anno, che l’Esecutivo abbia dato una raccomandazione al comitato organizzatore in questo senso. Più che altro con l’obbiettivo di dare maggiore risalto alle aziende locali.”

“La manifestazione è sul nostro territorio e ad esso si rivolge, mi sembra dunque normale agire in questo modo” aggiunge ancora Borradori. Alla prova dei fatti comunque la differenza dallo scorso anno non sembra così importante, visto che gli espositori stranieri erano 60, ridotti a 50 nella prossima edizione, a fronte di 120 presenze locali.

Flora Lugano: “Non è certo una novità”.

Per quanto riguarda l’esposizione floreale, l’organizzatore Roberto Mazzantini ci spiega che da sempre è stata riservata ad espositori locali.

“Abbiamo sempre dato la priorità ai nostri giardinieri, perché sappiamo quanto sono assaltati dalla concorrenza italiana” afferma Mazzantini. “Già al momento di lanciare la fiera abbiamo iscritto negli statuti che per parteciparvi occorre essere una società anonima.”

“Questo non perché siamo contro gli italiani, non c’è nessuna volontà discriminatoria” aggiunge l’organizzatore di FloraLugano. “Lo abbiamo deciso perché vogliamo cercare di aiutare e tutelare la nostra economia del verde.”

“Per noi sarebbe molto più facile, a livello di business, aprire le porte a varesini e comaschi. Riempiremmo subito la fiera” prosegue Mazzantini, “Ma il nostro obiettivo non è di fare lucro, bensì di promuovere le aziende locali.” Sotto l’aspetto del lucro, Mazzantini sottolinea come l’anno scorso FloraLugano abbia addirittura potuto versare 50'000 alla Città di Lugano, grazie all’inaspettato afflusso in massa di visitatori.

Laconico infine, ma anche propositivo, il commento sul Corriere di Como di Giovanni Moretti, già segretario generale della Cgil di Como e anche delegato della Camera di Commercio italiana per la Svizzera: “È evidente che ogni persona di buon senso, sia essa ticinese o meno, si rende conto che si tratta di misure antistoriche. In contrasto con gli interessi stessi degli svizzeri. Sono decisioni prese in un clima di esasperazione, in una realtà che deve essere ripensata. Sarebbe necessario aprire un tavolo di confronto tra Ticino e Lombardia per collaborare insieme. In questo senso, la Regione Lombardia è stata carente.”

dielle / AS

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