
Nei giorni scorsi è stato pubblicato un articolo su "Il Giornale del Ticino" dove si accusava l'Udc di applicare "una discriminazione verso alcuni candidati a favore di altri". "Bisognerebbe domandarsi per decisione di chi ciò stia avvenendo e sotto quale regìa mentre evidenti sarebbero i destinatari del beneficio ovvero del vantaggio competitivo dato dalla pubblicità", commenta il portale.
Si tratta davvero di una discriminazione di alcuni candidati? Secondo Piero Marchesi, presidente dei democentristi ticinesi, assolutamente no: "Come 4 anni fa tutti i candidati al Gran Consiglio sono stati presentati sul nostro sito e a ognuno sono stati offerti 2 pacchetti: uno da 300 franchi, con una serie di prestazioni quali la stampa dei santini e una pubblicizzazione base sui media, e uno da 1'000 franchi con prestazioni molto più complete oltre a quelle comprese nel primo pacchetto, come video promozionali e spot sponsorizzati sui social. Chi vuole paga, chi non vuole no: non è questione di favorire o meno qualcuno. Un candidato è libero di far campagna anche autonomamente”.
“È una polemica che non esiste fatta da qualcuno che si dice giornalista ma che ha dimostrato di non esserlo”, conclude duramente Marchesi.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

