
Dopo quelle del PPD Fiorenzo Dado' e di Pierre Rusconi per l'UDC, arrivano le critiche del deputato leghista Stefano Fraschina. Tema, neanche a dirlo, l'invito, del regista Roman Polanski al Festival del Film di Locarno. "Per quel che mi riguarda, una provocazione tanto inaccettabile quanto inconcepibile", scrive in una nota. "Se questo è il prezzo che una manifestazione sovvenzionata dall’ente pubblico, deve pagare per garantirsi successo mediatico e visibilità a livello internazionale, c’è davvero di che vergognarsi!"
Ricordando i trascorsi del regista negli Stati Uniti, il deputato leghista si chiede, citiamo: "dopo un Ex brigatista, quest’anno tocca ad un personaggio macchiatosi di stupro, proprio niente altro da mettere in vetrina mediante i soldi dei contribuenti ticinesi?"
"Una cosa è certa", conclude Frascina, "a Locarno non ci metterò piede! Non me la sento proprio di rendermi complice di un “successo mediatico” costruito attorno a simili personaggi. Il mio primo pensiero andrà certamente alla ragazzina tredicenne che ha dovuto subire una simile atroce esperienza. Questione di umanità e di sensibilità. Concetti che per l’ennesima volta il Festival del Film di Locarno sminuisce ed addirittura dimentica…"
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