
Nonostante l’apertura dei principali comprensori sciistici ticinesi, nei prossimi giorni non sono previste grandi nevicate secondo MeteoSvizzera. Ed è ormai due inverni che le precipitazioni sono scarse. Per capire come affrontano questa situazione realtà più piccole, abbiamo interpellato Dante Pollini, presidente dell’associazione delle piccole stazioni sciistiche ticinesi. Tra queste si contano Cardada, Mogno, Airolo-Lüina, Dalpe, Novaggio, Alpe di Neggia, Peccia, Prato Leventina e Cioss Prato.
Qual è attualmente la situazione?
“Allo stato attuale ci sono solo due piccole stazioni sciistiche su otto che sono aperte. Ad Airolo-Lüina è parzialmente innevato e non tutti gli impianti sono aperti. A Cioss Prato è aperto tutto. Le altre stazioni purtroppo, salvo grandi precipitazioni, resteranno per intanto ferme. Alcune avranno la possibilità di prepararsi con poca neve, altre invece avranno bisogno di quantitativi più importanti”.
L’intenzione è comunque di aprirle tutte?
“Assolutamente, tutte le stazioni vogliono aprire, aspettano la nevicata giusta. Nel momento in cui avremo a disposizione il quantitativo di neve necessaria, tutti potranno aprire. Non ci sono stazioni che non apriranno in presenza di neve.”
Anche voi usate la neve artificiale. Rispetto alle stazioni principali è meno oneroso?
“No, utilizzare la neve artificiale è sempre oneroso. Ci vogliono sempre 4 elementi fondamentali: il freddo, l'acqua, l'impianto e l'energia elettrica. In questo momento quello che viene a mancare è soprattutto il freddo. Laddove le temperature si abbassano parecchio, chi ha un impianto a disposizione può utilizzarlo, chi non ce l'ha è in attesa della nevicata giusta. Con il passare del tempo anche le piccole stazioni sciistiche si stanno attrezzando di un impianto. C'è chi lo sta creando fisso, chi invece mobile.
Anche per voi i costi sono diventati maggiori?
“Ci sono dei costi supplementari da sopportare. Le piccole stazioni sciistiche hanno il vantaggio rispetto alle grandi che sono tutte gestite nella forma del volontariato. Questo comporta costi di gestione minori rispetto alle grandi stazioni, che hanno bisogno di personale. Innevare artificialmente fa però crescere i costi di gestione per i costi legati all'acquisto dell'energia e alla manutenzione degli impianti”.

