
Per le stazioni sciistiche ticinesi non sono tempi facili. Oltre alle restrizioni legate alla situazione sanitaria, ci mette lo zampino anche la meteo, con la neve che stenta ad arrivare. Ad oggi solo Airolo-Lüina e Campo Blenio hanno potuto partire. Il direttore degli impianti nella località della Valle di Blenio, Denis Vanbianchi, ha raccontato ai microfoni di Ticinonews com’è stato possibile mettere in funzione almeno la parte bassa del comprensorio. Un’offerta molto apprezzata dai bambini e dai loro genitori. “Abbiamo dovuto trasportare la neve caduta in alta montagna e trasportarla con i trattori in basso per poter completare la pista”. Vanbianchi non nasconde tuttavia una certa preoccupazione. “Abbiamo già speso molte energie per mettere in atto quello che abbiamo fatto. Se dovesse arrivare il caldo e ci rovinasse tutto il lavoro svolto, sarebbe veramente un peccato”.
Proprio a causa delle condizioni meteorologiche le stazioni sciistiche hanno fatto richiesta per il lavoro ridotto. Se si andrà oltre, lo si capirà più avanti. “Abbiamo già avuto delle disdette per le scuole montane. Di sicuro concluderemo la stagione in perdita”, sottolinea amareggiato il gestore. L’apertura della parte bassa del comprensorio ha comunque attirato un buon numero di persone e anche i corsi di sci sono potuti partire. “Non tutti gli iscritti sono venuti, ma i principianti hanno potuto iniziare il corso”, aggiunge Vanbianchi. Un comprensorio che attira tanti habitué, dai papà che hanno iniziato a sciare proprio a Campo Blenio e ora portano i propri figli, al fisioterapista della nazionale svizzera di slalom.
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