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Ticino
Poca neve? "Da anni le stazioni sciistiche sono al lavoro per proporre altre attività"
Redazione
4 anni fa
Il direttore dell'Otr Bellinzona e Valli Juri Clericetti analizza la situazione attuale delle stazioni sciistiche ticinesi. “Nelle stagioni in cui non nevica è necessario trovare delle alternative”.

Il 2022 è stato un anno caratterizzato dalle alte temperature, sia in Svizzera sia in Ticino. Questa condizione, unita alle poche precipitazioni dell’ultimo periodo, ha complicato i piani degli impianti di risalita ticinesi. Ma come hanno fatto fronte alle difficoltà le stazioni sciistiche? Quali strategie sono state messe in atto? Ticinonews ne ha parlato con Juri Clericetti, direttore dell'Organizzazione turistica regionale Bellinzona e Valli.

Abbiamo sentito i meteorologi di MeteoSvizzera dare delle brutte notizie soprattutto per gli impianti di risalita. La neve è poca, la partenza non sembra essere delle migliori. Ci può dare una visione d'insieme per quanto riguarda il comprensorio della sua organizzazione turistica regionale?

“È vero, la situazione non è ideale. Abbiamo avuto un ottimo inizio di dicembre, dove ha nevicato e le temperature erano abbastanza basse. Purtroppo l'abbiamo visto tutti, le temperature sono aumentate in questi ultimi 10 giorni e quindi la situazione non è semplice. In ogni caso tutti gli impianti sono aperti, o parzialmente aperti, da Airolo, a Carì, al Nara a Campo Blenio. Chiaramente non in tutte le stazioni possono essere utilizzate la totalità delle piste per lo sci alpino. Al Nara ad esempio non si può sciare ma si possono svolgere altre attività che rappresentano un'offerta molto interessante sulla quale puntiamo anche noi come ente turistico negli ultimi anni. Penso in particolare alle slitte e ai percorsi invernali, quindi racchette, ciaspole e passeggiate sulla neve”.

Dunque, malgrado la poca neve, le stazioni si sono un po' riorganizzate?

“Effettivamente sì, è un lavoro che le stazioni stanno già facendo da alcuni anni. In particolare si tratta di trovare delle alternative alle stagioni dove non nevica, come questa (almeno per il momento, anche se io sono sicuro che la situazione cambierà). Nel 2021 non c'era neve, mentre due anni fa ce n'era moltissima ma eravamo bloccati dalla situazione pandemica e dall'emergenza sanitaria. Al di là di questo, le stazioni stanno già lavorando per essere pronte a proporre qualcosa di alternativo: lo sci alpino la fa da padrone, però abbiamo anche lo sci nordico, in particolare a Campra, ma anche in altri posti dove vengono offerte delle piste da sci di fondo e, come dicevo, l'alternativa che va per la maggiore negli ultimi anni sono dei percorsi invernali sui quali abbiamo investito anche personalmente in collaborazione con l'Ente regionale di sviluppo, con gli impianti stessi e con i Comuni”.

Ormai gli anni caldi sono sempre più frequenti e in un'intervista di oggi il presidente svizzero per le regioni di montagna, Thomas Egger, ha affermato che le stazioni che basano le proprie fortune sugli sport invernali dovrebbero reinventarsi. Lei è d'accordo con queste riflessioni? E in Ticino quali piste si potrebbero seguire?

“Posso essere parzialmente d’accordo, ma io sono convinto che si debba mantenere quella che è la tradizione invernale di questi impianti di risalita che sono nati proprio sull'inverno. Allo stesso tempo, dobbiamo anche essere capaci di trovare delle alternative, soprattutto per le altre tre stagioni, in modo da rafforzare gli altri periodi dell’anno, ovvero la primavera, l'estate e l'autunno. È il tema della destagionalizzazione, che aiuta ad avere delle entrate durante tutto l'anno per compensare quello che si potrebbe perdere nei mesi invernali. L'idea è quella di dilatare il rischio imprenditoriale su tutte le quattro stagioni, e non solo su quella fredda”.

Spostiamoci sul fronte dei pernottamenti, c'è movimento in questo periodo nelle valli dell'alto Ticino?

“Proprio in questi giorni hanno fatto un paragone tra l'inverno di quest'anno e quello del 2021. Siamo un po' sulla falsa riga dello scorso anno; Natale è meno ambito, quindi la media degli alberghi è circa sul 40-50%, tenendo conto di Bellinzona e soprattutto delle valli. Si va poi in crescendo per le festività di fine anno. Reggono bene invece gli appartamenti, proprio perché l'offerta turistica non va ad influenzare al 100% la scelta di andare in un appartamento: la gente cerca infatti quello che è il bello di stare in famiglia, di passare comunque le vacanze natalizie con delle attività che non devono essere per forza lo sci alpino. Come detto, ci sono altre proposte. Teniamo conto che per i bambini Campo Blenio offre comunque tanto e riesce veramente ad essere interessante, e la stessa cosa vale anche per le altre stazioni. Gli appartamenti soffrono quindi di meno”.

 

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