
Come mai un cittadino italiano, ricercato per una condanna in Italia a 20 anni di carcere, ha potuto soggiornare indisturbato per quattro anni in un albergo di Chiasso senza permesso? Se lo è chiesto Massimiliano Robbiani che in un'interrogazione inoltrata in gennaio al Governo ticinese ha chiesto lumi sulla vicenda. E la risposta del Consiglio di Stato è arrivata negli scorsi giorni.
Manifestando soddisfazione per l'arresto del pluriomicida da parte delle forze dell'ordine ticinesi, il Governo precisa che, essendo l'inchiesta ancora in corso, non è possibile entrare nei dettagli di alcune domande poste dal deputato leghista. Tralasciando la domanda su presunte pratiche illegali da parte dell'hotel che ha registrato il criminale, il Governo risponde agli altri quesiti.
Riguardo alla durata di soggiorno, il Governo scrive che "la polizia cantonale non ha possibilità di verificare in automatico, mediante le notifiche degli esercizi pubblici con alloggio, i periodi di soggiorno delle centinaia di migliaia di ospiti alloggiate in tali strutture". Se la data di arrivo è obbligatoria per le notifiche, non così è per la data di partenza. Soggiorni prolungati non possono quindi essere automaticamente individuati senza la collaborazione attiva del gerente o del direttore d'albergo. "Non è nemmeno garantito" aggiunge il Governo, "che i nominativi registrati siano corretti, ritenuta la qualità di molte falsificazioni in circolazione e delle difficoltà, se non l'impossibilità, del datore d'alloggio di identificare documenti falsi. Pertanto anche le notifiche controllate dalla Polizia non sempre sono garanti di identificazione di persone ricercate".
Alla domanda su come si è arrivati all'arresto del pluriomicida, il Consiglio di Stato si limita a rispondere che in Svizzera non era pubblicato nessun ordine di arresto a carico dell'interessato e che l'estensione di tale ordine in Svizzera è avvenuta soltando dopo i contatti con la Polizia italiana.
Su possibili manchevolezze nella vicenda ipotetizzate dallo stesso Robbiani, il Governo dichiara di non condividere le affermazioni secondo cui "qualcuno" abbia agito superficialmente. Il sistema di registrazione degli ospiti, precisa il governo, viene effettuato tramite applicativo informatico e consente un controllo efficace ed efficiente del movimento delle persone negli esercizi pubblici con alloggio. "In generale i datori di alloggio sono coscienti dell'importanza costituita dall'esecuzione precisa e tempestiva della procedura di notifica degli ospiti ed agiscono correttamente".
In quest'ambito il Governo ricorda che la Polizia svolge un importante lavoro di prevenzione, fornendo assistenza e supporto agli utenti dell'applicativo informativo e consiglia di segnalare immediatamente eventuali situazioni sospette. Inoltre la Polizia non esita a sanzionare i contravventori nei casi in cui sono state riscontrate infrazioni nell'ambito della notifica.
"Per questi motivi" conclude il Governo "non riteniamo necessario, allo stadio attuale dell'inchiesta, adottare ulteriori misure, né in ambito istituzionale (Polizia in particolare), né in ambito di procedure a carico dei datori di alloggio".
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