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Ticino
Pluricondannato e indebitato: espulso un italiano
Pluricondannato e indebitato: espulso un italiano
Pluricondannato e indebitato: espulso un italiano
Redazione
9 anni fa
Il Tribunale federale ha confermato una decisione del Canton Ticino: "Non è capace di smettere di delinquere"

Il Tribunale federale ha confermato la decisione del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino di espellere dalla Svizzera un cittadino italiano, classe 1961, con alle spalle una marea di debiti e parecchie condanne.

L'uomo ottenne un permesso di dimora nel 2008, per esercitare un'attività lucrativa dipendente nel nostro Paese. Nel 2013 ne chiese il rinnovo, questa volta per esercitare un'attività indipendente. Ma il Dipartimento delle istituzioni si rifiutò di rinnovarglielo, per motivi di ordine pubblico, e gli impartì un termine per lasciare la Svizzera.

Su ricorso, la decisione venne confermata sia dal Consiglio di Stato ticinese, sia dal Tribunale cantonale amministrativo.

In maggio egli ha quindi tentato la sua ultima chance, presentando ricorso al Tribunale federale tramite l'avvocato Luca Zorzi.

Ma come si evince dalla sentenza pubblicata oggi dal Tribunale federale, il curriculum dell'uomo era tutto fuorché immacolato.

Venne infatti condannato nel 1984 a Milano a 9 mesi di reclusione per omicidio colposo, nel 1998 a Como a 6 mesi e 10 giorni di reclusione (pena sospesa) per violazione a disciplina concernente la repressione del contrabbando dei tabacchi lavorati, nel 1999 a Como a 1 anno di reclusione (pena sospesa) per acquisto, detenzione e vendita illeciti di sostanza stupefacenti e nel 2003 a Milano a 3 anni e 10 mesi di reclusione per detenzione e cessione illecite di sostanze stupefacenti.

Visto il cumulo di pene, nel 2005 il Tribunale di Monza determinò una pena da scontare di 4 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione. L'uomo uscì però dal carcere già nel 2006 grazie all'indulto.

Nel 2008 interessò per un'ultima volta le autorità giudiziarie italiane, prima di trasferirsi in Svizzera. Il Tribunale di Monza lo condannò a una multa per ingiurie e minaccia.

In Svizzera venne condannato una prima volta nel 2011 a una pena pecuniaria sospesa per grave infrazione alle norme della circolazione stradale. Poi nel 2013 a un'altra pena pecuniaria per un'altra grave infrazione alle norme della circolazione stradale. E infine nel 2015 a un'altra pena pecuniaria sospesa per appropriazione indebita di imposte alla fonte.

I giudici di Losanna hanno quindi rimarcato che, nonostante le numerose condanne in Italia, dopo essersi stabilito in Svizzera il ricorrente ha ripreso a delinquere. Senza dimenticare che durante la permanenza nel nostro Paese è rimasto senza lavoro per oltre due anni, periodo durante il quale ha accumulato parecchi debiti. "Detto atteggiamento dimostra che non è capace di arrestare la propria attività illecita" si legge nella sentenza (82C_440/2017) con la quale il Tribunale federale respinge il ricorso del cittadino italiano, pone a suo carico le spese giudiziarie di 2'000 franchi e gli intima di lasciare il Paese.

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