
La scuola attuale è certamente buona, ma può essere migliorata. Ne è convinto il PLRT, che sottolinea l'importanza di adeguarla alle nuove esigenze della società, aportando soluzioni innovative. "Proprio in questa direzione" sottolinea il partito in una nota, "vanno le importanti modifiche al progetto originale “La scuola che verrà”, fortemente volute dal PLRT e approvate quest’oggi dal Gran Consiglio, che ha accettato il Messaggio che promuove il credito da 6'730'000 franchi per l’avvio della sperimentazione di due modelli scolastici.
Il PLR ribadisce di aver lavorato molto sul progetto “La scuola che verrà”, "coinvolgendo molti suoi esponenti attivi ogni giorno al fronte, elaborando una presa di posizione molto articolata nella fase di consultazione, avallata in una decisione del comitato cantonale".
"La critica fondamentale" sottolinea il partito, "è stata rivolta a un’impostazione eccessivamente ideologica del progetto dipartimentale e alla mancanza di un’analisi scientifica sui punti deboli della situazione attuale. Dopo aver analizzato approfonditamente il messaggio 7339, il nostro partito ha discusso con il direttore del DECS, Manuele Bertoli, per trovare una soluzione concordata che permettesse di evitare il rifiuto in blocco del progetto attuando una sperimentazione che salvaguardasse quelle caratteristiche ritenute indispensabili dal PLRT. Si è così giunti" spiega il PLRT, "alla proposta di un modello alternativo a quello del Dipartimento per la Scuola media, attuato in due sedi scolastiche del Cantone, in modo da avere un confronto scientifico fra i due modelli. Una soluzione che", sottolinea il PLRT, "ha raccolto l’approvazione di gran parte delle altre forze politiche nella costruzione di una soluzione concordata nell’interesse generale della nostra scuola. Solo in questo modo è stato possibile ottenere l’appoggio del parlamento".
La sperimentazione, comunque, "non può e non deve essere considerata come il primo passo verso la generalizzazione automatica di un modello" evidenzia ancora il PLRT. "Dopo i tre anni vi dovrà essere un’approfondita analisi dei dati raccolti per un serio confronto tra la situazione attuale, le indicazioni scaturite dal modello base proposto dal DECS e i risultati ottenuti dal modello proposto in particolare dal PLR. Grazie alla sperimentazione sarà possibile il confronto dei modelli alternativi al sistema attuale sulla base di un’analisi scientifica approfondendo i pro e i contro delle due opzioni e dell’attuale offerta. Solo in questo modo si potrà dare un contributo valido al miglioramento della scuola ticinese, in particolare della scuola media".
Maristella Polli, granconsigliera PLR e vicepresidente della Commissione scolastica, commenta: “Noi non siamo pienamente soddisfatti del risultato ottenuto ma questa soluzione condivisa ha permesso di tentare una nuova strada per far sì che la qualità dell’insegnamento e l’educazione delle nuove generazioni possa in futuro essere ancora migliore rispetto a quella di oggi. Speriamo sia davvero così”.
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