
La convocazione che il PLR ha inviato ai propri membri per il comitato cantonale ha causato più di qualche malumore. L’accesso alla sala sarà concesso unicamente ai delegati con diritto di voto, scriveva il partito un paio di giorni fa. Una decisione che ha risvegliato una polemica che da settimane covava sotto la cenere. All’ordine del giorno il prossimo primo d'agosto non ci sono infatti affari di poco conto. Si parlerà della congiunzione al centro con l’ex nemico storico, il PPD.
Per molti si tratta di una mossa logica vista l’unione della sinista, da una parte, e della destra dall'altra. Per altri invece è un tradimento delle proprie origini. A poco è servito il dietrofront del partito che, nel giro di poche ore, ha fatto sapere che il comitato sarà aperto a tutti i membri e non soltanto ai delegati.
Secondo Peter Rossi, interpellato da TeleTicino, in molti avrebbero voluto una discussione più ampia nel PLR: "Ho sempre detto che sarebbero dovuti passare dalla base, distretti, circoli, comuni, sezioni per poi arrivare ad un congresso cantonale, che definisca strategie e progetti. Innanzitutto però definire se c'è il matrimonio PPD-PLR o no".
"C'è malumore e malcontento e lo si nota parlando con la gente" prosegue il consigliere comunale di Lugano. "Diversi liberali sono scossi, ma pure arrabbiati per la situazione. È un peccato perché di questo passo c'è da chiedersi se otterremo risultati positivi alle elezioni".
Ad una manciata di giorni da un comitato cantonale che si annuncia storico, è difficile stabilire quale sia il vento che soffia con più forza, se quello dei favorevoli alla congiunzione o quello dei contrari. Soltanto una cosa è certa: il primo agosto i liberali radicali ci saranno. La stampa invece resterà fuori.
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