
IL PLR si erge a difensore del Casinò di Lugano, in contrapposizione "ad alcuni partiti la cui strategia in questo periodo elettorale è molto chiara: gettare ancora fango sul Casinò per colpire il PLR e soprattutto i Municipali che fanno parte del CdA." "In realtà tutti i partiti hanno loro esponenenti in quel gremio con pari responsabilità" esclamano Giorgio Grandini e Roberto Badaracco. "Inoltre l'attuale presidente della Gestione, Lorenzo Jelmini, è pure responsabile del sindacato OCST per i rapporti con il Casinò: un palese conflitto di interessi." "Anziché astenersi dal parlare, Jelmini si esprime sulla rescissione del contratto collettivo di lavoro con i media, parlando a nome della commissione ma senza far emergere la differenza sostanziale tra l'atteggiamento del PLR e quello di PPD e PS." I due liberali-radicali continuano spiegando come le verifiche sull'operato del Casinò non mostrano alcun rilievo di natura civile o penale da imputare agli organi della società. "Il comportamento del CdA è stato conforme alle regole ed esente da qualsiasi macchia o rimprovero" sostengono, a differenza di alcuni consiglieri comunali di PPD e PS, che hanno considerate vaghe e superficiali le risposte ottenute in merito. "Il PLR vuole tutelare il buon nome della Casinò Lugano SA, di cui il Comune è azionista di maggioranza e che dà lavoro a 200 persone sulla piazza di Lugano" concludono Grandini e Badaracco. "Denunciamo quindi con vigore questo teatrino mediatico e questo modo di far politica a meri scopi elettorali, deleterio e poco costruttivo." “Nervosetti i liberali”, commenta sarcastico Lorenzo Jelmini, che non si scompone più di tanto: “Ma quale conflitto di interessi?Tra OCST e Casinò non c’è nessun contratto. O almeno, non c’è più. I liberali farebbero bene a parlarsi tra di loro. Forse non si sono accorti che giusto stamattina Erasmo Pelli, parlando di me, ha dichiarato: finalmente un rappresentante dell’OCST con cui si può dialogare”
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