
La diffusione di micro e nanoplastiche nell'ambiente è un fenomeno sempre più diffuso e la loro concentrazione nell'ambiente è destinata ad aumentare con il tempo. Nonostante i possibili rischi correlati appaiano contenuti alle nostre latitudini – come peraltro rilevato dal Consiglio di Stato nella risposta all'interrogazione di Francesco Maggi e Tiziano Galeazzi che proponeva l'introduzione di incentivi alle aziende 'virtuose' – il Dipartimento del territorio vede di buon occhio un'estensione dei materiali monouso sottoposti a divieto.
Prendendo spunto dalla norma europea che dal 2021 bandirà le plastiche usa e getta, il DT ha recentemente scritto all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) chiedendo di valutare questa estensione anche ad articoli che non presentano particolari vantaggi di impiego. La missiva cita l'esempio dei coriandoli in plastica e a tal proposito il DT ritiene giustificata l'applicazione dell'Art. 30 della Legge sulla protezione dell'ambiente (LPamb), che consente la possibilità di vietare la massa in commercio di prodotti destinati ad essere usati una sola volta e per breve tempo.
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