
L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari La FINMA ha concluso il procedimento di enforcement in corso da aprile 2016 a carico di PKB Privatbank SA Lugano (PKB), concernente il lasso di tempo compreso tra il 2010 e il 2015. Dal procedimento sono emerse carenze nel funzionamento del dispositivo per la lotta contro il riciclaggio di denaro messo a punto dalla banca sul piano delle relazioni d’affari e delle transazioni afferenti ai casi Petrobras e Odebrecht.
Nella fattispecie la banca ha effettuato transazioni, in parte con importi dell'ordine di milioni, senza condurre in misura sufficiente gli accertamenti e le plausibilizzazioni necessari nel caso di questo genere di operazioni a rischio. L’istituto ha inoltre effettuato accertamenti lacunosi sui retroscena delle relazioni clienti. Importanti formulari non sono stati compilati oppure sono stati compilati in modo incompleto; altri ancora sono stati firmati in bianco. Inoltre, la banca non ha reagito adeguatamente agli avvertimenti lanciati dal sistema informatico interno di riconoscimento delle transazioni a rischio accresciuto.
La banca - si legge nel comunicato delle FINMA - ha inoltre violato l’obbligo di comunicare alle autorità svizzere i casi di fondato sospetto di riciclaggio di denaro. L’organizzazione e il risk management della banca nell’ambito della lotta contro il riciclaggio di denaro presentavano pertanto gravi lacune. PKB, ricordiamo, gestiva a Lugano varie decine di relazioni d’affari correlate agli scandali di corruzione concernenti Petrobras come pure il gruppo edile Odebrecht.
La FINMA ha pertanto confiscato il guadagno conseguito illecitamente pari a 1,3 milioni di franchi e nominerà un incaricato della verifica.
Nel quadro dei casi Petrobras e Odebrecht, la FINMA ha condotto accertamenti presso circa una dozzina di banche svizzere, avviando poi nel complesso quattro procedimenti. Uno di essi, a carico della Banca BSI, è stato concluso dalla FINMA già nel 2016. Lo stesso vale per un procedimento nei confronti di Banque Heritage SA. Un ulteriore procedimento è ancora in corso.
"Soddisfatti dalla chiusura del procedimento"
In un comunicato stampa PKB Privatbank SA accoglie con soddisfazione la chiusura del procedimento per il suo coinvolgimento nella vicenda brasiliana “Lava Jato” e la relativa decisione della FINMA.
"La decisione della FINMA prevede la restituzione dell’importo di CHF 1'330'000.- corrispondente ad una parte dei redditi incassati dalla banca nella gestione delle relazioni che si sono rivelate problematiche. Nessuna limitazione è stata posta alla sua attività".
"Va precisato che numerose banche svizzere e straniere sono state coinvolte in questa vicenda. Per quanto concerne PKB, i fatti risalgono a diversi anni fa e sono stati resi possibili grazie alla partecipazione fondamentale di un dipendente infedele che ha abusato della fiducia del suo datore di lavoro. Il suo coinvolgimento rappresenta una novità per la banca che si è sempre sforzata di applicare gli standard più elevati".
"Nel 2014, nell’ambito delle sue ordinarie attività di controllo, PKB ha identificato alcuni conti legati alla vicenda “Lava Jato” e ne ha informato le autorità svizzere competenti, consentendo l’apertura di un nuovo filone di indagini. La collaborazione attiva della banca e l’introduzione di molteplici misure volte al miglioramento delle sue procedure interne sono state riconosciute ed apprezzate dalle autorità stesse, tra le quali la FINMA. In uno spirito di piena collaborazione, la banca ha in seguito segnalato i fatti al Ministero Pubblico della Confederazione".
"La decisione della FINMA non avrà alcun impatto sulla solidità della banca e sulla sua operatività. Dopo aver completamente accantonato i costi del procedimento nell’esercizio 2017, PKB dispone di un livello di fondi propri (Tier 1 Capital Ratio) del 24%, nettamente superiore ai requisiti legali".
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