
Il Ticino a Berna deve esserci e deve essere rappresentato. Lo hanno manifestato ieri sera a più riprese il presidente del PPD Ticino Giovanni Jelmini e il consigliere di Stato Luigi Pedrazzini davanti al comitato cantonale riunitosi a S.Antonino. E hanno lanciato le loro proposte. Due per la precisione. La prima: portare il numero dei consiglieri federali da sette a nove per “garantire un seggio permanente in Governo ad un rappresentante della Svizzera italiana”, ha ribadito Jelmini. Aggiungendo: “Il nuovo rappresentante dovrebbe occuparsi specificatamente proprio dei molteplici problemi dei cantoni e delle regioni periferiche e di confine come il Ticino”. La seconda: creare un Dicastero delle relazioni esterne in Ticino. “In futuro - ha dichiarato Pedrazzini - non basterà la figura di un delegato a Berna. Serve un segnale politico chiaro, occorre definire una reale politica estera del Cantone”. Poi Pedrazzini ha parlato della sua esperienza quale candidato in Consiglio federale. “Un bilancio positivo. Ma per tornare ad occupare un seggio in Consiglio federale serve più unità nel sostenere i candidati della Svizzera italiana a prescindere dai partiti di appartenenza”. Infine Jelmini ha tenuto a precisare che chi ha mosso critiche verso la decisione di Pedrazzini di candidarsi per Berna, “forse non si è accorto che Pelli non è mai stato candidato ufficialmente dal suo partito cantonale. Il pasticcio è solo del PLRT. Chi è causa del suo male lasci in pace gli altri”. Il PPD intanto continua la sua corsa per Berna sostenendo il candidato Urs Schwaller.
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