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Ticino
Più tasse ai frontalieri? Più costi per il Cantone
Redazione
12 anni fa
Se l'iniziativa di Marco Chiesa dovesse essere approvata, il Cantone dovrebbe potenziare l'organico. E c'è il rischio che il Tribunale federale annulli tutto

Il Cantone ha bisogno di soldi? Semplice, chiediamo un contributo ai frontalieri. È nata con questo spirito l'iniziativa parlamentare di Marco Chiesa (UDC) volta a portare il moltiplicatore per il calcolo delle imposte alla fonte al 100%, invece di basarsi secondo i rispettivi moltiplicatori comunali, in genere più bassi.

Ma se da un lato questa misura garantirebbe nuove entrate, dall'altro causerebbe una maggiore mole di lavoro al Cantone, che si troverebbe così costretto ad aumentare il suo organico. Lo sostengono i funzionari cantonali del fisco, citati oggi da La Regione, cui i deputati della Commissione tributaria hanno chiesto un giudizio tecnico sull'iniziativa.

Per imporre ai frontalieri un moltiplicatore comunale diverso rispetto agli altri assoggettati alla fonte, spiegano i funzionari, occorre duplicare le tabelle attuali. Applicare due aliquote diverse comporterebbe poi maggiori controlli e un aumento delle decisioni di rettifiche, di convalida e di conteggio da parte degli uffici preposti. Si renderebbe inoltre necessario modificare i programmi informatici.

Tutti nuovi compiti che obbligherebbero il Cantone a poteziare l'attuale organico, con un maggior costo stimato in 200'000 franchi.

Non da ultimo, potrebbero sorgere dei problemi giuridici. L'Ufficio imposte alla fonte ha precisato come il Tribunale federale abbia stabilito a più riprese che non è ammesso un trattamento fiscale di persone non residenti che conseguono più del 90% del loro reddito in Svizzera diverso da quello dei residenti, poiché lesivo del divieto di discriminazione scanito dall'Alc.

I frontalieri, in qualità di "quasi residenti", potrebbero quindi fare ricorso a Losanna. E con ogni probabilità ottenere una vittoria.

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