
La crisi economica non è un buon motivo per rinunciare alla revisione della legge. Lo sostiene Berna. E così con l’anno prossimo i grandi casinò, Lugano compreso, pagheranno più tasse. Malgrado l'opposizione del settore, il Consiglio federale ha deciso di ridurre da 20 a 10 milioni l'ammontare a partire dal quale il tasso di imposizione per le case da gioco tipo A comincia a progredire. I sette Casinò titolari di una licenza A saranno quindi sottoposti allo stesso regime dei 12 che hanno una concessione B. Al momento della presentazione di questo progetto, all'inizio del 2009, il governo aveva calcolato che con questo cambiamento ci saranno 22 milioni di franchi in più all'anno che confluiranno nelle casse dell'AVS. Secondo il Consiglio federale, le attuali difficoltà economiche non sono un motivo per rinunciare alla revisione della legge: gli indici di redditività delle case da gioco continuano infatti a svilupparsi al di sopra della media di altri settori. Pelli: 'È un’ulteriore stangata ai casinò'"È un’ulteriore stangata ai casinò - afferma ai microfoni di Radio 3iii Erasmo Pelli, presidente del Casinò di Lugano. Abbiamo fatto un calcolo di circa 2 milioni e mezzo in più all’anno a partire dal 2010 e stiamo arrivando a dei livelli per cui bisogna seriamente pensare a ridimensionare ulteriormente il casinò". Il presidente della casa da gioco luganese dice inoltre che si farà il possibile per escludere dei licenziamenti. “Cerchiamo di evitarlo in tutti i modi. È chiaro che abbiamo già risparmiato su altri settori e quindi nel 2010 dovremo operare ancora dei risparmi e vedremo dove potremo operare”. Ceruso: 'Non credo ci siano altre ripercussioni sul personale'Il personale è già stato toccato. Lo afferma con convinzione Nando Ceruso, sindacalista OCST. “Non credo che debbano esserci ripercussioni sull’occupazione anche perché è già da tempo che i casinò di questa categoria hanno messo in atto politiche di razionalizzazione, di risparmio, giocando anche sul turnover”. ATS/ red.
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