
"Per un'ostetricia sicura e di qualità" è il titolo di una mozione presentata oggi dai deputati Gina La Mantia (PS, prima firmataria), Milena Garobbio (PS), Lisa Bosia Mirra (PS), Henrik Bang (PS), Gianrico Corti (PS), Carlo Lepori (PS), Franco Celio (PLR), Tatiana Lurati Grassi (PS), Claudia Crivelli Barella (Verdi), Michela Delcò Petralli (Verdi), Sara Beretta Piccoli (PPD) e Franco Denti (Indipendente).
I dodici deputati esordiscono scrivendo che "con la votazione sulla modifica della LEOC del 5 giugno scorso, il popolo ticinese si è espresso a favore di una sanità di qualità, gestita prevalentemente dal settore pubblico e accessibile a tutta la popolazione."
Poi ricordano che "uno dei temi principali trattati durante la campagna è stato quello della maternità, dell’ostetricia, delle nascite e delle cure per la madre e il neonato prima, durante e dopo il parto. I progetti previsti dall’EOC e dal dipartimento della Sanità e Socialità in questo ambito (e cioè di creare delle società anonime pubblico-private per concentrare i parti in due strutture, una nel Luganese e l’altra nel Locarnese) hanno reso necessario proporre, con la pianificazione ospedaliera, la combattuta modifica di legge bocciata poi in votazione."
"Il dibattito sul referendum ha portato alla luce come i due progetti previsti cozzino contro diversi criteri di qualità dimostrati scientificamente, di conseguenza contro le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS e anche contro l’economicità delle cure, causando una sovramedicalizzazione e quindi costi maggiori non giustificabili da una necessità sanitaria" scrivono La Mantia e colleghi.
"Il parto naturale, lo mostrano vari studi autorevoli, ha dei vantaggi importanti per la salute psico-fisica, sia per la madre, che per il bambino" proseguono i mozionanti. "Si va dallo sviluppo ottimale del sistema immunitario, rinforzato grazie al parto vaginale, all’immediato contatto pelle a pelle e all’istinto del neonato di cercare il capezzolo per nutrirsi del prezioso colostro, fino all’incentivo delle capacità empatiche del futuro adulto, grazie all’immediato e ininterrotto contatto con la madre."
"Visti i vantaggi appena esposti e considerato che la maternità non è una malattia, l’OMS raccomanda di non interferire nel processo naturale di un parto normale" scrivono ancora La Mantia e colleghi. "L’intervento medico è necessario unicamente in caso di rischi o complicazioni: solo il 10-15% dei cesarei sono, sempre secondo l’OMS, giustificati da un’indicazione medica!"
"Perciò il sistema sanitario ticinese dovrebbe distinguere i casi a rischio e con complicazioni, che richiedono un intervento medico qualificato, dai casi normali (la grande maggioranza)" sostengono i mozionanti. "Per questi ultimi le più recenti evidenze scientifiche indicano che gli esiti migliori per la salute psico-fisica di mamma e neonato (a parità di sicurezza!) si ottengono mediante l’accompagnamento one-to-one per tutta la maternità da parte di una levatrice di fiducia, e con un parto fisiologico in condizioni di intimità (a domicilio, in una casa della nascita o in un’unità ospedaliera gestita da levatrici)."
I mozionanti presentano quindi le cifre del 2013. All'EOC sono stati effettuati 1'815 parti (di cui 27,5% cesarei), alla Clinica Sant'Anna 811 parti (di cui 40,7% cesarei) e alla Clinica Santa Chiara 275 parti (di cui 42,9% cesarei). La media svizzera di parti cesarei è del 33%.
I mozionanti confrontano poi i costi dei parti:
- Costo medio della degenza per un cesareo: circa 9'900 franchi.
- Costo medio per un parto normale: circa 6'200 franchi.
- Costo per un parto a domicilio (comprese le visite pre- e post-parto a domicilio): circa 2'500 franchi.
- Costo per un parto in casa nascita: circa 3'100 franchi.
E infine giungono le proposte avanzate al Consiglio di Stato da La Mantia e cofirmatari:
- creare, per i parti privi di rischi e complicazioni, all’interno dell’Ente Ospedaliero Cantonale delle strutture regionali per le partorienti, gestite da levatrici, conformemente al modello proposto dalla Federazione Svizzera delle Levatrici;
- concentrare i casi a rischio e con complicazioni, all’interno dell’Ente Ospedaliero Cantonale in pochi (uno o due) reparti di maternità con, sotto lo stesso tetto, la neonatologia altamente specializzata e le cure intense;
- ripristinare al più presto nelle maternità la figura della levatrice aggiunta per permettere alle donne seguite durante la maternità da una levatrice indipendente di partorire all’ospedale con la propria levatrice di fiducia;
- applicare, in generale, nell’ambito della maternità e ostetricia una politica volta a favorire, laddove possibile o il parto naturale (fisiologico) in un ambito intimo e familiare che permetta alla partoriente e alla sua famiglia la maggior possibile autodeterminazione; o l’allattamento materno.
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