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Ticino
“Più partecipazione dei comuni nella tutela dei beni culturali”
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Marco Jäggli
6 anni fa
Il deputato PLR Matteo Quadranti chiede un cambiamento della legge sui beni culturali per tutelare i proprietari di beni di interesse locale

I comuni devono essere più coinvolti nel finanziamento dei beni culturali di interesse locale. Questo quanto chiede il deputato PLR Matteo Quadranti, che di conseguenza propone una modifica della Legge sulla protezione dei beni culturali. Nell’iniziativa legislativa, Quadranti riporta come la Legge stabilisca che spetti agli enti interessati sostenere i costi per la tutela dei relativi beni d’interesse. Tuttavia, spiega Quadranti, solo i beni d’interesse cantonale, se dichiarati tali, presuppongono un intervento finanziario dell’ente di riferimento (il Cantone). Diversa la situazione dei beni culturali locali, dove il Comune di riferimento, che decreta l’importanza locale del bene, non ha invece gli stessi obblighi di partecipazione ai costi, creando spesso situazioni problematiche per i proprietari che devono comunque attuare lavori di tutela e di preservazione dell’immobile.

“Disparità di trattamento”
“Il diverso trattamento che la LBC riserva ai proprietari delle due categorie di beni culturali protetti”, scrive Quadranti, “non può essere giustificato con la diversa estensione dell’interesse alla tutela, poiché, dal profilo delle finalità perseguite e degli effetti che ne derivano, il patrimonio culturale d’interesse locale non è meno degno di salvaguardia di quello d’interesse cantonale”.

Cambiare la legge
Secondo il deputato PLR quindi, la soluzione sarebbe di trasformare l’articolo 8, capoverso 2 della Legge sui beni culturali come segue, in modo da stabilire una quota più precisa di partecipazione comunale:
Il testo attuale: “Il Comune è tenuto a partecipare alle spese in misura proporzionata alle sue capacità finanziarie, salvo che non vi provvedano altri enti locali”
Il testo proposto: “Il Comune partecipa ai costi di manutenzione regolare, di conservazione e di restauro dei beni culturali protetti di interesse locale in misura proporzionata alle sue capacità finanziarie, previo esame del progetto di intervento e quando i lavori non possano essere finanziati con altri mezzi.
Cpv. 2 bis Il contributo comunale è calcolato in particolare in base ai seguenti parametri: forza finanziaria e contributo massimo: debole 30%, media 45%, forte 50%”

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