
Più inquinanti nell’aria a causa di caldo e siccità. Così si è concluso il 2022 in Ticino, il secondo anno più torrido di sempre. Grazie al progresso tecnologico, sono però stati contenuti i picchi di concentrazione ritenuti dannosi per la salute. “Segno che complessivamente la qualità resta buona”, ci ha spiegato Ivan Maffioli, collaboratore scientifico dell’Ufficio dell’aria, del clima e delle energie rinnovabili del Dipartimento del territorio.
Un 2022 "stabile"
Il 2022 è stato caratterizzato da lunghi periodi di stabilità atmosferica, quindi con assenza sia di vento che di precipitazioni “e questo ha portato all’accumulo di sostanze inquinanti nell’aria”, ci dice Maffioli, spiegando che “non essendoci circolazione data dal vento o dilavamento dato dalle piogge, gli inquinanti restano nell’aria, accumulandosi così per più giorni con un progressivo aumento delle concentrazioni”. L’anno scorso la qualità dell’aria è infatti stata leggermente inferiore rispetto al 2021, “ma il fatto positivo è che non ci sono state situazioni d’urgenza, come avvenuto negli anni scorsi con ad esempio l’introduzione dell’ 80km/h in autostrada”.
“Il progresso tecnologico prevale sulle condizioni atmosferiche”
Ma come si spiega l’assenza di urgenza visto l’aumento generale, anche se privo di picchi? “A causa delle condizioni atmosferiche abbiamo un aumento delle medie annue, ma dall’altro lato abbiamo una diminuzione delle emissioni”. Il traffico veicolare inquina infatti sempre meno, “quindi durante l’estate in una giornata molto calda non vengono rilevate delle concentrazioni di ozono così alte come avveniva fino a qualche anno fa”. Il diossido di azoto ha avuto una diminuzione già a partire dalla fine degli anni ’80 con l’introduzione del catalizzatore, “poi ci sono stati altri accorgimenti tecnici sui veicoli che hanno migliorato la situazione. Possiamo dire che il progresso tecnico prevale sulle condizioni atmosferiche”. Maffioli spiega poi che oltre alle innovazioni tecnologiche a giocare un ruolo importante “c’è la riduzione dei consumi, per esempio delle percorrenze chilometriche coi veicoli, il passaggio all’elettrico, ma anche un miglior isolamento degli edifici, che porta a un minor utilizzo dell’impianto di riscaldamento e quindi meno emissioni nell’aria”.

