
Mercurio nelle scorie dei rifiuti ticinesi? Il capo impianto dell’inceneritore di Giubiasco Lorenzo Fornara ridimensiona la situazione. E precisa dai microfoni di Radio 3iii: “Bisogna precisare che si tratta di una misura puntuale fatta il 26 novembre scorso e quindi non è molto scientifica. Bisognerebbe fare queste analisi in continuità per avere uno spettro più preciso”. La notizia, apparsa stamattina dal Corriere del Ticino, riporta le prime analisi effettuate sulle scorie presenti nei nostri rifiuti. Ogni tre chilogrammi di rifiuti bruciati ce n’è uno di scorie. E da un’analisi dello scorso 26 novembre è emerso che il livello di mercurio è più alto rispetto a quello trovato negli inceneritori di Zurigo e Turgovia. Mentre il mercurio ha un tenore di tre volte superiore alla media degli altri due. “Non si tratta per niente di valori elevati - sottolinea Fornara -. Stiamo parlando di 0.13 milligrammi al chilogrammo di mercurio. A titolo di paragone nel pesce si trova un milligrammo di mercurio per chilogrammo di carne. Siamo quasi dieci volte sotto il limite tollerato per le derrate alimentari. Quindi non è assolutamente di pericolo per l’ambiente e le persone”. “La qualità dei rifiuti influisce sulla qualità delle scorie”, osserva ancora il capo impianto. Insomma a dipendenza di quello che si butta si ha un certo tipo di scorie. Sulla presenza di mercurio, Fornara spiega che “può essere un problema nella separazione delle batterie oppure dei rifiuti industriali. Ma si dovrebbe fare una ricerca e analizzare quali rifiuti sono smaltiti ed eventualmente modificare certi usi e costumi che si hanno”.
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