
Dopo anni di calo, incidenti e annegamenti nelle acque ticinesi sono tornati a crescere nell'estate 2025. È quanto emerge dal bilancio diffuso dal Dipartimento delle istituzioni (DI) e dalla Commissione consultiva “Acque sicure”, che richiama alla prudenza, ancora troppo spesso sottovalutata da residenti e turisti.
I dati
Durante l'estate si sono registrati cinque annegamenti, due in più rispetto al 2024. Due vittime hanno perso la vita nei laghi, due nei fiumi e una durante un’attività di torrentismo in un corso d'acqua. Una controtendenza rispetto al miglioramento osservato dal 2021 in poi: dai nove decessi di quattro anni fa si era scesi progressivamente fino ai tre del 2024. Quasi tutte le vittime, salvo un caso, si trovavano sole al momento dell’incidente, fattore ricorrente che aumenta il rischio. Sul fronte degli incidenti gravi, la Verzasca ha registrato tre casi, mentre altri due si sono verificati nel Ceresio. Il torrentismo rimane una disciplina particolarmente delicata: sette sportivi sono rimasti coinvolti in infortuni, con un intervento della Rega. In aumento anche gli incidenti causati da tuffi effettuati senza verificare profondità e conformazione del fondale. Si segnala infine un decesso in una piscina privata dovuto a cause naturali.
La campagna di prevenzione
La campagna “La prudenza fa la differenza” ha continuato a puntare sulla prevenzione attraverso manifesti in quattro lingue, materiale informativo e collaborazioni con operatori turistici, scuole, associazioni e centri per anziani. Tra le iniziative più visibili figurano la partecipazione a eventi come Longlake, Sportissima e diverse traversate, oltre alle attività dedicate al canyoning e agli incontri informativi con la popolazione migrante. Novità di quest’anno, la sensibilizzazione all’Infopoint di Lugano Region.
I pattugliamenti
Nei mesi di luglio e agosto sono stati garantiti pattugliamenti quotidiani lungo i fiumi Maggia e Verzasca e presidi alla Foce del Cassarate nei fine settimana e giorni festivi. Positiva, invece, la quasi totale assenza di cianobatteri nel Ceresio fino a fine agosto, "nonostante vi fossero tutte le condizioni favorervoli per la loro proliferazione" evidenzia il DI.
Acque sicure prosegue
Il Dipartimento ribadisce che prevenzione, competenze natatorie e consapevolezza del rischio restano essenziali per ridurre gli incidenti. Il programma “Acque sicure” proseguirà con nuovi strumenti rivolti a residenti e turisti, spesso le principali vittime.

