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Trasporti
Più forza contrattuale per le commissioni dei trasporti riunite
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
L’opposizione alla corsia per TIR nel Mendrisiotto, il completamento di AlpTransit, le fermate dei treni a lunga percorrenza a Biasca ma anche il mai realizzato collegamento fra l’A2 e il Locarnese. Le cinque commissioni regionali dei trasporti vogliono dare più peso alle loro storiche rivendicazioni unendosi in una conferenza dei presidenti, che si è costituita questa mattina a Mendrisio.

Parlare con una voce sola per essere più ascoltati: i temi riguardanti la mobilità ticinese sono numerosi e spesso fonte di scontro, soprattutto con la Confederazione. Per questo motivo le Commissioni regionali dei trasporti vogliono dare più peso alle loro rivendicazioni, sostenendosi a vicenda. Per coordinarsi si sono quindi riunite oggi a Mendrisio in una conferenza presieduta dal bellinzonese Simone Gianini, il quale ha spiegato che di fondamentale utilità c’è il fatto che “le Commissioni –  tramite i loro presidenti – possono maturare delle prese di posizione comuni, sia verso gli Uffici cantonali, sia verso la Confederazione, ma anche verso le esigenze di informazione alla popolazione”.

Programmi di agglomerato

Le grandi linee delle politiche regionali dei trasporti sono tracciate nei programmi di agglomerato, la cui elaborazione è sempre più difficile e ce lo conferma anche Filippo Lombardi, secondo cui la Conferenza potrebbe agire di concerto per chiedere una semplificazione. “Adesso sono aggiunte talmente tante esigenze e lungaggini procedurali relative ai programmi di agglomerato che fanno sì che un progetto deciso e pianificato oggi debba attendere dieci anni per venir finanziato e poi realizzato”. La cosa che più colpisce Lombardi è la pista ciclopedonale Lugano-Paradiso-Melide, “dove le esigenze poste dai vari Uffici competenti hanno fatto lievitare i costi già a livello cantonale, passando da 15 a 50 milioni di franchi. Avremo quindi delle vere difficoltà a farlo rientrare nel budget del programma di agglomerato 5”.

Tram nel Luganese

Queste difficoltà riguardano anche il proseguimento del tram verso Cornaredo e Viganello-Campo Marzio: le rotaie sono al centro delle attenzioni anche della Commissione trasporti delle tre valli, presieduta da Massimo Ferrari, secondo cui AlpTransit e il suo cantiere hanno occupato molto territorio nella regione, ma non avrebbero comunque portato benefici. “Fino adesso non abbiamo effettivamente dei grandi risvolti positivi: da anni, ad esempio, chiediamo delle fermate a Biasca, neanche orarie, ma pensate per la mattina e la sera”. Un tema, questo, già stato oggetto di una petizione in cui i promotori avevano raccolto più di 8mila firme nella zona, consegnate poi al Consiglio di Stato. “Questo ha poi risposto che avrebbe appoggiato la richiesta, ma dopo anni non è successo ancora nulla”, dice sempre Ferrari.

Completamento AlpTransit TIR sull’A2

Un tema, quello di AlpTransit, toccato nella seduta costitutiva odierna, durante la quale ne è stato comunque chiesto il completamento, con la circonvallazione di Bellinzona e la prosecuzione a Sud di Lugano, come anche il collegamento A2-A13. Su questo fronte – è stato detto – delle novità dovrebbero giungere prossimamente, in particolare in merito al discusso attraversamento del Ticino nella zona delle Bolle. Un deciso “No” è invece arrivato per la corsia per i TIR sull’A2 nel Basso Mendrisiotto. Andrea Rigamonti, il presidente della Commissione regionale trasporti Mendrisiotto e Basso Ceresio, ci ha spiegato che un nuovo elemento potrebbe intralciarne la realizzazione. “Ho aggiunto principalmente il parere da parte dell’Ufficio federale dell’ambiente che ha chiesto che per questo progetto venga effettuato uno studio di impatto ambientale, fino ad ora assente. Questo permetterà di sviscerare ulteriormente il progetto e verificare alcuni punti che non sono ancora stati verificati”.