
La lista Più Donne è stata indubbiamente una delle sorprese di questa tornata elettorale con due deputate elette in Parlamento, le ex Verdi Tamara Merlo e Maristella Patuzzi che hanno raccolto 6'249 e, rispettivamente, 4'034 voti preferenziali. Dopo i festeggiamnenti per il risultato non potevano però mancare dissensi e polemiche.
A smarcarsi ci ha pensato la direttrice del Centro ufologico della Svizzera italiana Candida Mammoliti, candidata al Gran Consiglio proprio nella lista Più Donne. “È stata indubbiamente un'esperienza interessante per una persona che, come me, non ha mai voluto, per idealismo e amore del libero pensiero, aderire ad un partito – ha postato su Facebook - L'ho fatto questa volta, attratta dalla lista apartitica tutta al femminile, ideata da Tamara Merlo”.
Mammoliti afferma quindi di aver perso l’entusiasmo iniziale dopo “un insieme di errori fatti dall'ideatrice della lista, da cui ne ho potuto evincere le sue vere intenzioni”. Il primo, “l'assenza di un proprio programma elettorale (in realtà abbiamo aderito a quello di altri)”. “Pur condividendone fondamentalmente i contenuti, mi era parso logico che la nostra lista dovesse avere un proprio programma elettorale, da presentare alla conferenza stampa avvenuta inizio febbraio, cosa che ovviamente non è accaduto.
Il secondo, “la scelta di candidate totalmente impreparate per il consiglio di Stato, prive di esperienze in ambito politico che non hanno mai lavorato, per un'ora che sia, nella pubblica amministrazione. Il ticino ha molti problemi e ha bisogno di persone capaci e non di comparse, benché siano donne”.
Il terzo, “la totale mancanza di coordinamento dei lavori preelettorali: non siamo mai state invitate dall'ideatrice della lista ad incontrarci, avrebbe potuto chiedere una sala multiuso cittadina, per tali scopi le danno spesso gratuitamente. Nessun incontro tra di noi, nessuna discussione del nostro programma, nessun coordinamento dei lavori, delle mansioni preelettorali e divulgative”.
A detta di Mammoliti, inoltre, la sola Tamara Merlo avrebbe ottenuto spazio sui media “e non perché altre di noi non sarebbero state capaci di parlare della nostra lista e dei suoi obbiettivi in pubblico”.
“Tutto ciò ed altri aspetti di questa campagna elettorale mi hanno fatto capire, che la nostra lista è servita alle due deputate in Gran Consiglio uscenti a ricandidarsi, nella speranza di essere rielette, sarebbe stato più onesto se si fossero presentate da sole - conclude Mammoliti - A Tamara merlo auguro di presentare in questa legislatura almeno un atto parlamentare, cosa che non ha fatto negli ultimi 4 anni. Potrebbe cercare di farlo con la sua collega Maristella Patuzzi e di guadagnarsi onestamente il loro contributo rimunerativo in Gran Consiglio, pagato dai cittadini, essendo operative per i tanto sbandierati diritti delle donne! Io scendo dal treno per riprendere il mio, esco da Più Donne".
La replica di Tamara Merlo
“La lista è nuova ed è un’idea idea nata a metà dicembre - ha spiegato Tamara Merlo a Ticinonews - Abbiamo lavorato in fretta e fatto tutto il possibile. È ovvio che ci possano essere delle persone scontente e mi dispiace. Se si tirano i bilanci a posteriori è facile dire cosa si sarebbe dovuto migliorare”.
“Il lavoro inizia da qui, da questo risultato frutto di un grande lavoro di squadra di tutte le candidate: di chi ha fatto campagna e di chi non l’ha fatta… È normale che qualcuna abbia avuto più visibilità, ma succede in tutti i partiti. In futuro ci incontreremo tra noi e sappiamo che il Gran Consiglio è un punto privilegiato per farci ascoltare”.
Merlo replica anche alle accuse di ‘immobilismo’ in Parlamento: “Qualcosa ho fatto e sia io che Maristella abbiamo lavorato nelle commissioni. Ora non potremmo più sederci in nessuna commissione e ci concentreremo sulla produzione misurata di atti parlamentari. Spero non ci rimproverino di farne troppi…”
Ma Più Donne è un movimento di genere o politico? “Siamo persone che vogliono più giustizia e parità nella società e siamo sostenuti molto anche dagli uomini”.
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