
Sono più di 130 le imprese e gli operatori culturali ticinesi che hanno potuto beneficiare del sostegno congiunto del Cantone e della Confederazione di fronte all’emergenza Covid-19. In questi giorni è scaduto infatti il termine per presentare richieste di indennizzo per l’annullamento o il rinvio di manifestazioni e attività culturali, lo comunica il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport. Il 20 marzo scorso il Consiglio federale aveva stanziato 280 milioni di franchi a questo scopo.
181 domande
“Già a partire da inizio aprile, le imprese e gli operatori culturali del Cantone Ticino hanno potuto fare richiesta di indennizzo alla Divisione della cultura e degli studi universitari (DCSU) per l’annullamento o il rinvio di manifestazioni culturali, nonché per la chiusura totale o parziale della loro attività”, si legge in una nota. “La risposta da parte del settore è stata importante: le richieste ricevute dalla DCSU fino al 20 settembre, data di scadenza dell’ordinanza, sono infatti 181”. Sono quindi ancora una cinquantina i richiedenti il cui dossier è ancora in attesa di una risposta. “In aggiunta, oltre 60 operatori culturali hanno fatto capo a Suisseculture Sociale ottenendo un aiuto finanziario immediato”.
Attività ordinaria
Il Dcsu spiega anche come non sia stata interrotta l’attività corrente “in modo da non penalizzare ulteriormente il settore culturale già duramente colpito. I sostegni culturali attribuiti tramite l’Aiuto federale per la lingua e la cultura italiana e il Fondo Swisslos sono stati garantiti in maniera continuata; ciò ha verosimilmente permesso di limitare la necessità di sussidi sulla base dell’Ordinanza COVID cultura. Lo stesso principio è stato adottato per gli enti che hanno sottoscritto gli Accordi di collaborazione triennali tra il Cantone e le Città di Ascona, Bellinzona, Chiasso, Locarno e Lugano”.
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