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Ticino
"Più cuore in politica": cosa significa?
Redazione
11 anni fa
È stato presentato ieri il gruppo interpartitico che vuole lottare contro la litigiosità in politica. "Faremo gli infiltrati"

Un gruppo interpartitico per promuovere un modo diverso di fare politica. Così è stato presentato "Più cuore in politica", gruppo creato da Ricardo Pereira Mestre e Sinue Bernasconi, con la partecipazione di diversi candidati (tre al Consiglio di Stato: Giorgio Fonio, Luciano Milan Danti e Paolo Pamini) di vari partiti, dal PLR al PPD, dalla Lega Sud alla Destra sino ai Verdi (manca il PS).

Un'iniziativa che incontra il favore dei partiti oppure che mira in un certo senso a sostituirsi ad essi? In un periodo pre elettorale, che significato può avere? E come far coesistere, un domani, ideologie tanto divergenti?

Lo abbiamo chiesto a uno dei fondatori del gruppo "Più cuore in politica", Ricardo Pereira Mestre.

Come nasce il vostro gruppo?

"Da un'ideologia, di cui sono il primo promotore, condivisa da giovani e candidati. Per ora è virtuale, il secondo passo sarà incontrarsi (il primo aperitivo è in programma per il 4 aprile, ndr). Vediamo, anche da analisi con questionari promosse non da noi ma da alcuni partiti, che la popolazione è scettica nei confronti della politica, la quale è litigiosa. Se per esempio la Lega promuove qualcosa, il PLR non lo sostiene perché l'idea è leghista, o viceversa, anche se magari il principio sarebbe positivo. È un problema che limita la democrazia."

"Il nostro è un gruppo di interesse verso una politica più collaborativa. Agli incontri potranno partecipare anche cittadini che non fanno parte di un partito, lanciando idee."

Scusi, ma il vostro non dovrebbe essere lo scopo ultimo degli organi politici, come Consiglio di Stato, Gran Consiglio, o Municipi e Consigli comunali? Non dovrebbero lavorare nella diversità delle idee per trovare soluzioni per i cittadini?

"Dovrebbe avvenire, purtroppo vi sono i preconcetti dei partiti. Le idee vengono bloccate da questo. Il bello del nostro gruppo sono proprio le idee diverse. Preciso che non cerchiamo visibilità, e non cisarà uno scambio di voti. Intendiamo trovarci per discutere le proposte e magari trovare un compromesso a metà strada. Sono consapevole che ne usciranno poche, però quelle che verranno da 'Più Cuore in politica' saranno già condivise da persone di più partiti e quindi avranno più possibilità di essere accolte. "

Non è un modo di scavalcare i partiti? E essi cosa ne pensano?

"Abbiamo inviato a tutti una lettera dicendo cosa volevamo fare e invitandoli a mandare i propri candidati, ma nessuno ci ha risposto dicendo che è una bella iniziativa. D'altronde ce lo aspettavamo, la nostra è un'idea rivoluzionaria, soprattutto in un momento dove c'è in atto una forte competizione fra Lega e PLR. So che è ad alto rischio, qualcosa di utopico con poche possibilità di riuscita. Però se convincessimo la popolazione e essa ci sostenesse..."

Pereira Mestre, non temete di poter essere "bruciati" dai vostri partiti per un'idea che lei stesso definisce utopica?

"Questo è il mio modo etico di operare, se perseguirlo vuol dire bruciarmi non fa niente. Troverò altri sistemi e altre forme di portare avanti ciò in cui credo, magari in associazioni. Ho sempre inteso la politica come volontariato, e non ho investito in pubblicità per la mia campagna."

Un domani, il vostro gruppo potrebbe diventare un movimento o un partito?

"Lo escludo. La nostra ideologia, di destra, di sinistra o di centro, ci caratterizza, promuoviamo solo una politica di condivisione, pur restando le idee diverse."

Nel comunicato in cui vi presentate, dite che le persone sono più importanti dei partiti. Le lancio una provocazione: potrebbe esistere una politica senza partiti, dove si votano le singole persone con le loro idee?

"I partiti sono fondamentali, soprattutto in un momento difficile come quello attuale. Sono strutture organizzative che servono per catalizzare le idee, ma dobbiamo staccarci dal fatto che 'l'ha detto il partito'. Lo scopo di tutti dovrebbe essere quello di trovare soluzioni per il popolo."

Se fra un mese diversi di voi si trovassero eletti, come vi comportereste? Vi sosterreste a vicenda nonostante le posizioni diverse?

"La nostra sarà una collaborazione trasparente, tra noi ci diremo che cosa pensiamo. Affronteremo i temi prima fra noi, e se le idee saranno condivise avranno più chance di passare. E si potranno convincere altri rappresentanti del proprio partito, facendo in un certo senso gli 'infiltrati'"

Chi ha aderito al gruppo, oltre a quelli citati del comunicato di ieri (Pereira Mestre, Sinue Bernasconi, Mirko Stephani, Giorgio Fonio, Piero Marchesi, Andrea Stephani, Luciano Milan Danti, Paolo Pamini, Nick Meili)? Qualcuno ha rifiutato o vi ha attaccato?

"Abbiamo un gruppo e una pagina su Facebook, lì si possono vedere i nomi di coloro che sono interessati (si notano nel gruppo, fra i candidati, Alex Farinelli e Fabio Käppeli, ndr). Alcuni ci hanno detto che non volevano entrare, senza specificare perché. Sinora non abbiamo ricevuto attacchi, però siamo pronti ad affrontarli." 

PB

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