Cerca e trova immobili
Ticino
Più controlli sulle attrezzature mediche
Più controlli sulle attrezzature mediche
Più controlli sulle attrezzature mediche
Redazione
11 anni fa
Il Governo ha approvato un disegno di legge che consente una maggior vigilanza sulla loro diffusione

Il Consiglio di Stato ha approvato il disegno di Legge sull’autorizzazione delle attrezzature medico-tecniche di diagnosi e di cura a tecnologia avanzata o particolarmente costose. La proposta normativa intende consolidare la prassi adottata con successo dal Ticino negli ultimi 15 anni.

La normativa – che riprende i contenuti di un Decreto legislativo in vigore dal 2001 – rappresenta il consolidamento di uno strumento di vigilanza sul mercato della sanità e sulla qualità delle prestazioni che consente al Cantone di esercitare anche un certo controllo sull’evoluzione della spesa sanitaria, in particolare nel settore della radiologia. Un sistema analogo è in vigore nei Cantoni di Neuchâtel e Giura ed è stato approvato di recente anche dal Gran Consiglio vodese.

La necessità di contenere i costi della sanità è indiscutibile: dall’introduzione della LAMal nel 1996, a livello cantonale l’incremento pro capite del costo delle prestazioni lorde annue è stato dell’80% – toccando i 3.884 franchi nel 2014 – e si è riflettuto inevitabilmente in un aumento assai rilevante dei premi di cassa malati.

Il disegno di Legge elaborato dal Dipartimento della sanità e della socialità intende quindi confermare l’esperienza acquisita nei 15 anni di applicazione del Decreto legislativo oggi ancora in vigore, confermando per un periodo di tempo indeterminato il regime di autorizzazione cantonale per l’acquisto di determinate attrezzature.

È bene precisare che questa forma di controllo non ha comportato inconvenienti per i pazienti, che possono comunque svolgere i necessari esami diagnostici senza particolari tempi d’attesa. Al contrario, al di là degli effetti finanziari, ha semmai evitato conseguenze indesiderate legate ad una sovradotazione di apparecchiature.

Attualmente il Ticino registra una densità inferiore alla media svizzera di apparecchi per la risonanza magnetica e le analisi TAC – rispettivamente 28,5 e 31,4 unità per milione di abitanti. Il Decreto legislativo ha permesso di esercitare un controllo fungendo da filtro e da deterrente per richieste inadeguate, favorendo anche lo sviluppo di collaborazioni tra strutture. Proprio per questa funzione di controllo sulla diffusione delle attrezzature e sulle qualifiche degli attori che intendevano installarle o le avrebbero impiegate, delle 80 richieste giunte dalla sua introduzione 78 sono sfociate in decisioni positive per la sostituzione o l’acquisizione di strumenti sanitari tecnologicamente avanzati o molto costosi.

Il regime di autorizzazione introdotto dal Canton Ticino rientra nelle competenze dei Cantoni e non lede il principio costituzionale alla libertà economica: i dubbi giuridici in proposito sono stati dissipati da una sentenza di principio emanata dal Tribunale federale il 16 dicembre 2013. L’Alta Corte ha infatti stabilito che provvedimenti di questo tipo rispettano il principio della proporzionalità e perseguono interessi pubblici legittimi, ovvero limitare l’aumento dei costi e garantire la sicurezza e la qualità delle prestazioni sanitarie erogate.

Per permettere al Parlamento di esaminare la proposta in un lasso di tempo adeguato ed auspicando l’entrata in vigore della legge entro un anno, viene parallelamente proposta una proroga di un anno dell’attuale Decreto legislativo.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata