
È stato presentato stamane, alla presenza del Consigliere di Stato Manuele Bertoli e del segretario generale dell'USI Albino Zgraggen, il nuovo assetto di governo dell'Università della Svizzera italiana (USI), che permetterà all'ateneo di far fronte al suo rapido sviluppo.
L’estensione del raggio di attività dell’USI, l’accentuata concorrenza internazionale e l’importanza crescente di progetti svolti in collaborazione tra diverse istituzioni hanno infatti richiesto una maggiore reattività e una maggiore condivisione delle responsabilità. Il nuovo assetto di governo dell’USI vuole quindi rispondere a questa sfida, aumentando la rappresentatività e quindi la democrazia in seno ai suoi organi centrali.
Il nuovo assetto istituzionale è stato portato a termine con la riunione ordinaria del Consiglio dell'Università lo scorso 2 dicembre 2016. In quell'occasione l'ex granconsigliera Monica Duca Widmer è stata eletta alla presidenza del Consiglio, mentre la prof. Daniela Mondini e il prof. Michele Lanza sono stati nominati Pro-rettori. È stato inoltre istituito il Senato accademico, voluto dal rettore Boas Erez, in carica dal 1° settembre 2016.
Il nuovo assetto di governo
Il ruolo principale del Consiglio dell’Università, presieduto da Monica Duca Widmer, è quello di assicurare l’alta vigilanza sull’Università. È un organo di controllo essenzialmente “esterno” e per questo si è voluto che possa essere presieduto da un membro che non sia necessariamente un accademico. Tra le responsabilità che rientrano nelle sue competenze vi è anche quella di nominare i professori. Il Consiglio comprende una maggioranza di 9 membri esterni (nominati dal Consiglio di Stato), cinque Decani e il Rettore, che è uno di due vice-presidenti (il secondo vice-presidente sarà nominato a breve).
Il Rettorato attualmente comprende il Rettore, il Segretario generale, due Pro-rettori e, tra breve, il Direttore amministrativo, per il reclutamento del/la quale è stato recentemente pubblicato il bando di concorso. Il Rettorato ha la responsabilità del buon funzionamento d’insieme dell’Università e ne elabora gli atti di pianificazione e di sviluppo.
Il Senato è stato istituito con l’obiettivo di contribuire a rafforzare la coesione dell’Ateneo. Sarà composto da 31 membri, eletti in seno ai vari corpi dell’Università e avrà funzione consultiva e propositiva. Gli studenti vi saranno presenti in proporzione maggiore che nei Consigli di Facoltà (5/31) e per la prima volta saranno presenti in un organo dell’Università degli eletti del personale dei servizi amministrativi, bibliotecari e tecnici (pure 5/31). Il Senato sarà presieduto dal Rettore, coadiuvato da un Ufficio presidenziale.Questa organizzazione da un lato favorisce una più grande partecipazione alla presa di decisioni, dall’altro aumenta la qualità dei processi decisionali.
Autonomia, Bellinzona, Coesione, Democrazia
Le ragioni che hanno portato al nuovo assetto di governo sono infine state riassunte in quattro termini: autonomia, Bellinzona, coesione, democrazia.
Detto in due frasi, l’assetto di governo deve permettere di regolare l’equilibrio generato dai due regimi di autonomia presenti in ogni università: la relativa autonomia istituzionale, incarnata dal mandato e dal controllo delle autorità cantonali, e l’assoluta autonomia di cui devono godere ricercatori e docenti. Per mantenere la coesione, ci vuole una buona dose di democrazia universitaria.
Il ruolo di Bellinzona, cioé delle istituzioni cantonali, rimane fondamentale. Se la legge che ha istituito l’Università le ha concesso una certa autonomia, essa ha anche definito chiaramente gli strumenti che permettono allo Stato di esercitare il controllo sull’Università. Si è infatti ricordato, per esempio, che il Cantone finanzia l’Università nel quadro di una pianificazione pluriennale e di un contratto di prestazione stipulato con il Consiglio dell’Università, di cui la maggioranza dei membri è nominata dal Consiglio di Stato.
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