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"Più abitazioni a prezzi accessibili", si voterà
"Più abitazioni a prezzi accessibili", si voterà
"Più abitazioni a prezzi accessibili", si voterà
Redazione
10 anni fa
Quasi 105mila firme valide per l'iniziativa che chiede pigioni più moderate: "Troppi aumenti negli ultimi anni"

L'iniziativa popolare "Più abitazioni a prezzi accessibili" è formalmente riuscita. È quanto indica il Foglio federale, secondo cui delle 105'273 firme depositate, 104'800 sono risultate valide. L'Associazione Svizzera Inquilini (ASI), che ha promosso l'iniziativa potendo contare sul sostegno dell'Unione sindacale svizzera, del Partito socialista, dei Verdi e di Gioventù Socialista, aveva inoltrato le sottoscrizioni lo scorso 18 di ottobre, ossia sei mesi prima della scadenza per la raccolta delle firme. La modifica costituzionale invita la Confederazione e i Cantoni a "promuovere la costruzione di alloggi a pigione moderata e a evitare progetti speculativi sul poco spazio edificabile rimasto". Il testo chiede inoltre di aumentare il numero di abitazioni di pubblica utilità. L'iniziativa prevede infatti che il 10% degli alloggi di nuova edificazione siano di proprietà di enti pubblici. A questo scopo i Cantoni e i Comuni sarebbero autorizzati a utilizzare un diritto di prelazione, in particolare sugli immobili che appartengono alla Confederazione o ad aziende a essa legate, come le FFS e la Posta. Al momento del deposito delle firme, la presidente dell'ASI, la consigliera nazionale Marina Carobbio (PS), aveva dichiarato che nonostante tassi ipotecari molto bassi e l'assenza di inflazione, "le pigioni sono aumentate notevolmente negli ultimi anni". Gli aumenti hanno raggiunto in media il 30% in Svizzera, con un picco del 60% a Ginevra, aveva deplorato. Nel 2009, un appartamento costava in media un po' più di 1'270 franchi al mese in Svizzera. Secondo Carobbio, se le riduzioni dei tassi ipotecari di riferimento fossero state adattate conformemente al diritto dell'alloggio, oggi tale appartamento dovrebbe costare 1'030 franchi al mese. In realtà, il suo costo è passato a 1'340 franchi. Secondo l'ASI, il Parlamento e il Governo hanno dimostrato di non voler far nulla contro questo "furto".

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