
Passamontagna, una pistola e martelli per sfondare le vetrine. Pochi minuti dopo erano spariti con un bottino in oro da circa 90.000 euro. Ora anche gli ultimi due presunti componenti della banda sono finiti in manette. Uno di loro vive in Svizzera.
Ieri, venerdì, la Polizia di Stato di Como ha arrestato un 32.enne italiano residente oltre confine e un 25.enne della provincia di Monza. Entrambi sono accusati di aver partecipato alla rapina del 24 aprile in una gioielleria di via Asiago, a Como.
Quel giorno i rapinatori erano quattro ed erano arrivati sul posto con un'auto a noleggio. Uno è rimasto al volante, mentre gli altri sono entrati armati e con il volto coperto. Hanno minacciato le dipendenti con la pistola e hanno fatto a pezzi gli espositori in vetro, portando via numerosi gioielli in oro. Una scena da film d'azione, come la descrive la stessa polizia.
Tra aprile e maggio la Squadra Mobile aveva già arrestato altre tre persone. Secondo gli inquirenti, le indagini hanno permesso di raccogliere elementi importanti contro tutti i partecipanti e contro il presunto mandante. Nelle perquisizioni è stata ritrovata anche una parte della refurtiva, che è stata restituita alla gioielleria.
I due arrestati si trovano ora nel carcere di Como. Per loro vale la presunzione d'innocenza.

